Il Tirreno

Lucca

FINE DELL’ODISSEA

Restituita al rappresentante la patente ritirata tre anni fa

LUCCA. Alla fine la Prefettura - dopo l’istanza presentata dal un legale - applica la norma più favorevole all’imputato e restituisce tre anni dopo la patente di guida al rappresentante sofferente di...

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LUCCA. Alla fine la Prefettura - dopo l’istanza presentata dal un legale - applica la norma più favorevole all’imputato e restituisce tre anni dopo la patente di guida al rappresentante sofferente di claustrofobia e impossibilitato ad indossare le cinture di sicurezza. La storia tragicomica di Nicola Vannucci, 37 anni, che il 30 marzo scorso si rivolse al nostro quotidiano per raccontare la sua odissea di rappresentante senza patente e impossibilitato a svolgere il proprio lavoro, nei giorni scorsi ha avuto un lieto fine. L’odissea dell’automobilista che aveva presentato ricorsi al giudice di pace e al prefetto senza esito giunge al termine perché l’ordinanza d’ingiunzione di pagamento di una multa di 1842 (infrazione comminata perché sorpreso a sedere al posto di guida dell’auto di un amico parcheggiata in un piazzale accanto a un bar pur avendo la patente sospesa) avviene prima dell’introduzione della legge 120 del 2010 che dispone nel caso di Vannucci la revoca della patente per un anno anzichè per due. Così la Prefettura decreta legittimo il provvedimento di revoca e determina l’impossibilità di conseguire una nuova patente se non dopo che sia trascorso almeno un anno dal momento in cui è diventato definitivo il provvedimento che è datato 3 giugno 2011. Quindi tra pochi giorni Vannucci potrà riavere la patente. C’è un problema però. Il rappresentante adesso è indagato per maltrattamenti in famiglia e il giudice ha disposto l’allontamento da casa. Provvedimento impugnato dal legale del giovane, avvocato Grassi.

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