Il Tirreno

Lucca

Ecco la giunta: sette assessori e tanti mal di pancia

di Ilaria Bonuccelli e Duccio Casini

Resta vuoto il posto della Federazione della sinistra Su Facebook i commenti degli esclusi dell’ultimo momento

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LUCCA. Sette assessori, invece di 8. Tante donne (4 su 7) e volti nuovi, con l’eccezione di Antonio Sichi, l’ex capogruppo di Sel. Alessandro Tambellini presenta la giunta a una settimana dalla proclamazione. Fa presto, ma non per tutti ha fatto bene. Le nomine, riviste - insieme alle deleghe - fra lunedì sera e martedì mattina, creano non pochi mal di pancia nel centrosinistra. Dentro il Pd, nella Federazione della sinistra alla quale appartiene (idealmente) la sedia di giunta ancora vuota, e perfino nella lista civica pro Tambellini.

Non piacciono tutti gli assessori. Non piacciono neppure i consiglieri delegati. E non tutti accettano di buon grado di essere lasciati fuori dalla squadra all’ultimo momento. Con una telefonata di metà mattinata, ricevuta dal sindaco a poche ore dalla ufficializzazione delle nomine. Depennamento “last minute” che si traduce in qualche commento, un po’ pungente, su Facebook. Il social network come sfogatoio delle aspirazioni frustrate. Ad esempio, Serena Mammini - consigliere comunale al secondo mandato - affida a una locandina cinematografica l’amarezza per essere stata scartata in favore di Ilaria Vietina, insegnante di filosofia al classico: “Figli di un dio minore” è il poster pubblicato sulla propria bacheca. E la replica, immediata, di un amico è rigorosamente cinematografica: il poster de “I magnifi sette”. Con un commento lapidario: «Ma non dovevano essere otto?». Sì, almeno per la Federazione della sinistra. E sì anche per Tambellini, consapevole dei problemi che la nomina di questa squadra gli sta causando, fuori e dentro il partito. Ma mentre annuncia i nomi - Francesca Pierotti, Carla Reggiannini, Ilaria Vietina, Giuseppe Pellegrini Masini, Patrizia Favati, Antonio Sichi, Giovanni Lemmucchi - rivendica la libertà di decidere in piena autonomia gli assessori con cui governare per cinque anni.

La scelta non è stata indolore. E si capisce. «Scegliere - dice - significa dividere. E queste scelte comportano anche angoscia personale». Oltre ai malumori.

L’assessore mancante. E’ quello in quota alla Federazione della sinistra. Tambellini non lo nasconde, come conferma l’intenzione di riempire il prima possibile la casella vuota. Il confronto con i compagni di Rc e del Pdci non è stato semplice in questi giorni . La prima proposta avanzata è stata quella dell’ex assessore regionale Giuseppe Bertolucci, ma Tambellini ha precisato di volere in squadra «volti nuovi». La spiegazione non è parsa esauriente alla Federazione della sinistra che ieri mattina, intorno alle 10,30, ha fatto arrivare a Tambellini un altro nome: quello di Katyuscia Tomei, capolista per la Federazione della sinistra, in quota a Rc. Il gruppo contava di vederla inserire nella giunta prima delle 13, ma così non è stato. «Siamo rimasti sorpresi - ammette Francesco Giuntoli per la Fds - della posizione di Tambellini. Tuttavia per evitare incrinature abbiamo proposto un nuovo nome, quello di una comunista e cattolica, responsabile della comunità di Vecoli di don Bruno Frediani. Se ci dovessere essere un altro no da parte del sindaco, il problema diventerebbe politico».

Mal di pancia nel Pd. Il Pd ottiene tre assessori, ma i malumori non mancano. C’è chi non ha gradito la scelta di Ilaria Vietina al posto di Serena Mammini e anche chi trova inappropriata la scelta di Patrizia Favati (in quota alla lista civica) al posto di Alda Fratello che, ancora lunedì sera alle 22,30 era data per scontata in giunta. La Fratello, eletta in consiglio comunale, in realtà, ha avuto una conversazione serena con Tambellini e non sembra dispiaciuta di non far parte della squadra; tuttavia nel Pd c’è chi sostiene che non sia stato opportuno preferirle una professionista che non è riuscita a farsi eleggere. In realtà, la questione esula dalle competenze del Pd, ma i commenti sono volati lo stesso. Anche perché c’è chi sostiene che Tambellini sia già troppo smarcato dal partito che lo ha candidato.

I consiglieri delegati. Per ora Tambellini ha nominato Massimo Tuccori (Pd) consigliere delegato allo sport, delega che il sindaco ha tenuto per sé insieme al teatro del Giglio e all’urbanistica. Ma proprio dal Pd arrivano segnali di malumore per una nomina non condivisa. Ad alcuni esponenti del partito sarebbero già arrivate telefonate dal Coni e anche dal Basket Le Mura preoccupati dal fatto che il settore sia stato affidato a una persona legata soprattutto al mondo del calcio.

Resta sospesa, invece, la nomina a consigliere delegato alla sicurezza stradale di Celestino Marchini: il consigliere, eletto nella lista civica, non avrebbe gradito di non essere stato indicato come assessore. E ancora non ha accettato la proposta di Tambellini.

Trasparenza e responsabilità. Il sindaco evidenzia che ciascun assessore farà riferimento a un dirigente, in modo che tutti gli atti «abbiano un padre e una madre. E che la responsabilità sia chiara».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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