Sicurezza
Aggiornamenti dei parametri ogni tre anni fino al 2019
LUCCA. Il taglio sulle pensioni è appena iniziato. La ridefinizione dei coefficienti di calcolo, infatti, avverrà - con la riforma Fornero - ogni tre anni fino al 2019. Da quella data in poi, però, l’...
LUCCA. Il taglio sulle pensioni è appena iniziato. La ridefinizione dei coefficienti di calcolo, infatti, avverrà - con la riforma Fornero - ogni tre anni fino al 2019. Da quella data in poi, però, l’aggiornamento è previsto ogni due anni.
«A introdurre i coefficienti per il calcolo delle pensioni - ricostruisce Libero Seghieri, direttore di Inac - è stato il ministro Lamberto Dini, con la riforma del 1995 entrata in vigore dal 1° gennaio 1996. Da allora, i coefficienti sono stati rivisti una sola volta: nel 2009, anche se la disposizione ha trovato applicazione solo dall’anno successivo».
I parametri così rivisti sono quelli che resteranno in vigore fino alla fine del 2012 e riguarderanno i pensionamenti dei prossimi mesi. «Già con la prima revisione revisione - sottolinea Seghieri - le pensioni sono state ridotte. Ora, poi, dobbiamo fare i conti con i nuovi coefficienti che produrranno un’ulteriore contrazione delle pensioni, soprattutto quelle medio basse». Nel 2015 è previsto un nuovo aggiornamento e così ogni tre anni fino al 2019. Poi i tagli si intensificheranno. «Il problema - osserva Seghieri - è che già con la riforma Dini si è iniziato a minare il sistema previdenziale, a discapito soprattutto delle persone con i redditi più bassi. Eppure anche i sindacati non si sono accorti di quello che stava succedendo. Non hanno protestato con forza e ora ci ritroviamo con un sistema previdenziale che premia i ricchi e toglie ai poveri. Basta pensare al fatto che il sistema contributivo comporta aumenti consistenti di pensione per chi ha redditi da 100mila euro in su e che non prevede più, al contrario, neppure l’integrazione al minimo (480 euro al mese) per le persone che hanno pensioni basse».
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