Il Tirreno

Lucca

Rapinatore spara contro la sala giochi

di Luca Tronchettie Gabriele Allidi

Con una calibro 38 fora gli infissi, prende a calci la porta e poi fugge dopo che un dipendente si era barricato all’interno

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ALTOPASCIO. Stavolta il «pistolero nero» alza il tiro. E spara contro la porta d’ingresso della sala giochi Bellagio Slots & Luxury in via della Galeotta ad Altopascio. Lo fa con un’arma devastante: una colt calibro 38 o più probabilmente 45. Che provoca un foro nella parte metallica della porta, sotto la serratura, della circonferenza di un dito. Segno evidente che non scherza ed è pronto a tutto. Il bandito solitario - che indossa cappuccio e felpa nera e gira sempre armato del pistolone - reagisce sparando e prendendo a calci l’ingresso della sala giochi quando si accorge che stavolta il suo piano è fallito.

Perché il titolare del locale si chiude a chiave all’interno prima che il rapinatore possa accedere al locale. Alla scena assistono due, forse tre, clienti. Che, rimasti fuori dalla sala giochi, appena sentono il colpo di pistola fuggono terrorizzati pensando esclusivamente a salvare la pelle e non certo a capire con quale mezzo è arrivato e come se ne andrà il bandito. Per i carabinieri del reparto investigativo e quelli della stazione di Altopascio non ci sono dubbi: ad agire è lo stesso rapinatore che ha colpito il Bellagio Slots Luxury la notte del 21 gennaio scorso e il centro scommesse Sisal Matchpoint in via delle Cerbaie ad Altopascio la sera del 13 aprile scorso. Non solo. Probabilmente è la stessa persona che ha compiuto rapine, sempre ai danni di sale giochi e centri scommesse, nella Valdinievole dall’autunno scorso ai primi mesi del 2012. Colpi seriali che vedono protagonista la stessa persona. Decisa e pronta a tutto. Sospetti? I carabinieri stanno seguendo una pista ben precisa, ma al momento mantengono il più stretto riserbo.

Terrore alla sala giochi. È l’una di notte. La sala giochi Bellagio sta per chiudere i battenti. Un dipendente della sala slot è fuori da locale. Con lui due-tre clienti. Improvvisamente vede avvicinarsi alla porta del locale un individuo incappucciato. Con uno scatto fulmineo entra nella sala giochi e si chiude la porta alle spalle lasciando fuori gli attoniti clienti. Ma il malvivente si avvicina imperterrito impugnando una pistola con canna lunga. Cerca di farsi aprire, colpisce la porta con una serie di calci. Quando vede che è tutto inutile spara. Il colpo trapassa la parte metallica del cilindretto accanto alla maniglia. I clienti della sala giochi, un istante prima sotto tiro, ne approfittando per dileguarsi nell’oscurità. Un altro paio di calci per cercare di sfondare la porta e poi il bandito solitario desiste e si allontana a piedi verso i campi del vicino garden Frediani dove, probabilmente, c’è il mezzo (uno scooter?) con cui si allontana facendo perdere le sue tracce.

Parla il responsabile. «Un fatto gravissimo» dice Roberto Balduini, uno dei responsabili del Bellagio Slots & Luxury preso di mira lo scorso gennaio dal rapinatore solitario che all’epoca - dopo aver minacciato gli avventori e uno dei soci con una pistola e averli chiusi in bagno - s’impossessò di circa 1600 euro.

«Subire una rapina - prosegue Balduini - è una cosa, ma rischiare la pelle perché ti sparano proiettili veri è inaccettabile. Dalle telecamere esterne del locale sembra che si tratti dello stesso malfattore che ci ha rapinato a gennaio: corporatura, andatura e altezza sono praticamente identici. Fortunatamente non è riuscito ad entrare altrimenti ci poteva scappare il morto. All’interno infatti c’era un dipendente disarmato e inerme che non poteva difendersi in alcun modo».

Le indagini. I carabinieri del reparto investigativo diretti dal capitano Sergio Pennisi e quelli della stazione di Altopascio, avvertiti del titolare del Bellagio, hanno recuperato e repertato l’ogiva e acquisito le immagini delle registrazioni dell’impianto di videosorveglianza dove si nota l’immagine del bandito armato di revolver. L’impressione è che gli inquirenti abbiano alcuni interessanti elementi che potrebbero portare all’individuazione del responsabile.

L’ultimo colpo. Il «pistolero in nero» aveva colpito l’ultima volta al centro scommesse Sisal Matchpoint di Altopascio un mese e mezzo fa. Pistola in pugno, volto travisato da passamontagna e casco protettivo in testa, alle 22 aveva fatto irruzione nel locale e con un incedere lento si era diretto verso la cassa. Minuti di autentico terrore con il gestore che si era visto puntare la pistola a pochi centimetri dalla testa. Lui e un dipendente avevano riempito un borsello con le banconote dell’incasso mentre il bandito svuotava il registratore di cassa. Alla fine il rapinatore era fuggito in sella a uno scooter con una somma di poco superiore ai diecimila euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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