Il Tirreno

Lucca

Omicidio colposo, condannato sacerdote

Patente sospesa e risarcimento di 300mila euro ai parenti del motociclista che morì nell’incidente

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MONTECARLO. Otto mesi di reclusione, con i benefici di legge, patente sospesa per nove mesi e una maxi provvisionale di 300mila euro da ripartire tra la madre, il padre e la compagna dell’operaio morto nell’incidente stradale. È la condanna inflitta dal gup Alessandro Dal Torrione al parroco di San Salvatore, don Ildo Borelli, 85 anni, accusato di omicidio colposo per la morte di Pietro Simoni, 40 anni, di Badia Pozzeveri.

I fatti. Il 9 settembre dello scorso anno l’anziano sacerdote alla guida della sua vecchia Citroen Ax , dopo aver accompagnato a casa la perpetua, aveva percorso la stradina secondaria in località Bulleri si stava immettendo sulla via Mammianese Nord. Viaggiava a velocità moderata ed era entrato in strada dopo aveva guardato nello specchio sistemato in prossimità dell’incrocio e che in teoria avrebbe dovuto facilitare la visuale. Nell’immettersi sulla Mammianese Nord non si era accorto che stava arrivando una moto Suzuki 600 guidata da Pietro Simoni, 40 anni, che stava andando a lavoro nella zincheria Lorenzo Del Carlo spa di Uzzano. La moto era piombata sulla fiancata dell’utilitaria del sacerdote. E il centauro era volato in fondo alla macchina. Un boato fragoroso al punto che gli abitanti della zona era usciti fuori di casa per vedere cos’era accaduto. L’incidente si era verificato alle 13,15 e sul posto era intevenuta subito l’ambulanza del Turchetto con medico a bordo e una pattuglia dei carabinieri di Altopascio per effettuare i rilievi di legge. Simoni, al momento dell’intervento dei sanitari, respirava ancora e venne trasferito all’ospedale S. Damiano e Cosma di Pescia dove poco dopo spirò.

La preghiera. Poche ore dopo l’incidente mortale l’anziano sacerdote, peraltro vicario di Montecarlo, San Salvatore e Marginone, celebrò la messa nella chiesa della sua parrocchia pregando per la vittima. Visibilmente scosso, dispiaciuto per la vittima, ma non sentendosi responsabile della tragedia.

Il processo. L’inchiesta della procura - basata sui rilievi di legge e gli accertamenti medico legali - portò subito all’incriminazione del sacerdote per omicidio colposo. Il legale del prete, avvocato Giuliani di Pescia, chiese per il suo assistito il rito abbreviato davanti al giudice dell’udienza preliminare mentre i parenti stretti della vittima, difesi dall’avvocato Veronica Nelli, si costituirono parte civile. Ieri mattina la sentenza di condanna e la maxi provvisionale.(l.t.)

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