Trasporti
Movida? Il problema non c’è
La Confesercenti nega il caso ed è contraria a limitazioni
LUCCA. Movida? Macché, è un’altra cosa, non è certo il movimento e la presenza di giovani che nelle sere estive frequentano la città. La Confesercenti prova a mettere in chiaro che a Lucca serve un centro vivo e la capacità di mettere in dialogo le esigenze dei cittadini, quelle delle imprese e quelle dei residenti.
«In merito al dibattito sulla cosiddetta “movida” – dice Enrico Ragghianti, vicepresidente di Confesercenti – è necessario un approccio diverso. In primo luogo il tema della qualità dell’offerta del centro storico non è un tema che riguarda esclusivamente residenti del centro e locali serali, ma l’intera città. Il centro storico e anche i quartieri della periferia sono punti di riferimento per l’aggregazione dei giovani, dei cittadini e dei turisti che chiedono non una riduzione bensì un rafforzamento dell’offerta della città, che sul piano dell’aggregazione e dell’intrattenimento è fortemente inadeguata. A nostro avviso va pertanto superata la querelle tra commercianti e residenti del centro, perché il tema dei tempi e degli orari della città riguarda tutti».
«Tra l’altro – aggiunge Samuele Cosentino, del coordinamento centro storico di Confesercenti - non crediamo che ci sia nemmeno un problema "movida". Nella maggior parte degli operatori prevale la la serietà, come nella gran parte dei residenti con la saggezza di valorizzare un centro più vivo e sicuro e la tolleranza per i fastidi». La Confesercenti dichiara d condividere l'esigenza di controllare le «situazioni circoscritte nella ricerca di una mediazione, ma occorre evitare come erroneamente è stato fatto in passato e con risultati inutili, assurde regolamentazioni o prescrizioni fuori dal tempo».
Insomma, Lucca non è Firenze, «dove il fenomeno ha dimensioni e rilievi che investono la convivenza civile e la sicurezza stessa dei cittadini e dei locali». Lucca avrebbe invece bisogno, «in città come nei quartieri, di qualificare la propria offerta di aggregazione. Certamente nel rispetto dei residenti, siano essi del centro come della periferia, ma anche dei giovani e della gran parte delle imprese che danno opportunità e lavoro».
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