Sicurezza
Castelnuovo, aule chiuse per un giorno
Genitori terrorizzati per le notizie dall’Emilia, tutti corrono a prelevare i figli
LUCCA. Zero danni, ma tanta paura. Ieri è stata una giornata difficile in tutta la Garfagnana con sei scosse di terremoto di cui almeno tre avvertite dalla maggioranza della popolazione. Scuole evacuate in tutta la zona e chiuse a Castelnuovo. Nessun danno, ma la psicosi da terremoto ha investito molte persone anche perché dopo la scossa delle 9, quella più forte, molti hanno avvertito anche le successive verso le 13. Il sindaco Gaddo Gaddi ha deciso per la chiusura delle scuole su tutto il territorio e alle 10,30 l’evacuazione era completata. Una scelta, quella del primo cittadino, dettata non tanto dall’entità della scossa o dalla paura di danni alle strutture, ma presa di fronte a scene di panico negli atri scolastici. «Molti genitori tornavano a prendere i figli che intanto erano stati portati all’esterno dai docenti, osservando le procedure di evacuazione – dice Gaddi –. Stava nascendo un caos che avrebbe potuto degenerare. Così abbiamo deciso di prendere questa misura precauzionale e chiudere tutte le scuole del nostro territorio».
Nessun altro sindaco in Garfagnana ha adottato questa misura. «Ci sono state consultazioni sul da farsi – spiega il presidente dell’Unione Comuni, Mario Puppa –; è stato anche attivato il centro di protezione civile, ma non sono arrivate segnalazioni. Restiamo comunque vigili». Attivo anche il centro intercomunale di Castelnuovo con il responsabile Vincenzo Suffredini che ha seguito le operazioni di evacuazione delle scuole. «Abbiamo assistito soprattutto materne ed elementari. Nelle superiori è stato tutto più semplice – spiega Suffredini –: la decisione di chiudere è stata presa in base a quanto stava accadendo nei primi minuti dopo la scossa delle 9 con tanto genitori tornati a scuola per portare via i figli. Abbiamo visto molto panico». Panico dettato anche dalle notizie che intanto giungevano dall’Emilia, epicentro del terremoto. Per fortuna non si è andati oltre la paura. «Non effettueremo per ora monitoraggi degli edifici scolastici – chiude Suffredini –; non li riteniamo necessari, ma è una misura che prevedibile se lo sciame sismico dovesse continuare». Il 2012 è stato costellato di scosse. A distanza di quattro mesi, la terra era tornata a tremare in Garfagnana la domenica del primo disastro in Emilia. Ieri è stato il quarto giorno di paura nel 2012. Nessun danno anche il 27 gennaio, ma la paura fu superiore a ieri per la scossa di magnitudo 5,6 accompagnata da un boato, con epicentro l’Appennino emiliano, a Berceto. E aveva seguito di pochi giorni un’altra scossa, 4,9 di magnitudo.
Luca Dini
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