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Lucca

Scoperta mentre ruba nelle borse delle colleghe

Scoperta mentre ruba nelle borse delle colleghe

Dipendente dell’azienda Geal arrestata dai carabinieri con 30 euro negli slip La donna è stata sospesa dal servizio, ad accusarla nove impiegate dell’azienda

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LUCCA. I soldi in busta paga non le bastano e per togliersi qualche sfizio in più arrotonda lo stipendio la dipendente della Geal, la società partecipata che gestisce la rete idrica lucchese, sottrae dalle borsette delle colleghe d’ufficio banconote di vario taglio. Una situazione incresciosa che, per l’accusa, va avanti da novembre 2011 e che, in sei mesi, porta ad ammanchi complessivi di oltre duemila euro nei confronti di nove impiegate della sede di viale Luporini. Una di loro, con tanto di denuncia, sostiene che dal portafogli nella borsa le sono sparite 7-800 euro da gennaio da oggi durante l’orario di lavoro.

E il j’accuse viene raccolto dallo stesso amministratore della Geal, Paolo Saccani, che collabora con i carabinieri della stazione di San Concordio per arrivare alla scoperta della responsabile. Ieri mattina la dipendente viene colta in flagranza di reato dai carabinieri in borghese. Nelle mutandine nasconde una banconota da 20 e una da 10 euro sottratte poco prima dalle borse di due colleghe di lavoro. Impossibile negare perché quei soldi sono stati fotocopiati e il duplicato consegnato all’amministratore delegato sotto la regia dei militari di San Concordio. Davanti all’evidenza confessa.

Cleptomania. Tra novembre e dicembre 2011 negli uffici Geal di viale Luporini le impiegate si scoprono più povere. In questo caso la crisi economica non c’entra. C’entrano semmai strani furti che avvengono durante l’orario di lavoro. Dalle borse e dai portafogli spariscono come d’incanto banconote da 10, 20 e 50 euro. La situazione inizia a preoccupare a gennaio e precipita sempre di più nei mesi successivi. L’armonia sul lavoro viene meno e tra le impiegate ci si guarda con una certa diffidenza. Ma ben presto le attenzioni si concentrano verso la dipendente. In alcune delle denunce fatte pervenire ai carabinieri di San Concordio viene fatto espressamente il suo nome. Perché in un paio di circostanze viene notata mentre mette le mani su una borsa lasciata incustodita da una collega.

Il blitz. Il clou arriva a maggio. Sette denunce nel giro di pochi giorni. E i sospetti sulla donna che si fanno sempre più pesanti. Venerdì scorso una delle impiegate vittime dei furti scopre la collega con le mani nella sua borsetta.

La vede, ma non le dice nulla. Ha paura che quella donna possa essere «protetta» all’interno dell’azienda. Ma appena esce dal lavoro va dai carabinieri e racconta l’episodio. A quel punto scatta la trappola. I carabinieri coinvolgono anche i vertici Geal che danno la massima collaborazione. Vengono fotocopiate e segnate le banconote nei portafogli di tutte le impiegate. Le copie sono consegnate all’amministratore delegato e ai carabinieri. Ieri mattina il blitz. Due militari in borghese si aggirano nella sede. La dipendente infedele in mezz’ora compie due furti. Lontano dalle telecamere che pur sono collocate nel l’ufficio. I carabinieri vengono avvertiti e invitano la dipendente a seguirli. La donna inizialmente nega. Poi, quando le dicono che sarà perquisita da una donna carabiniere, getta la spugna. Dalle mutande compaiono le due banconote da 10 e 20 euro. Hanno lo stesso numero di serie di quelle fotocopiate e appartenenti alle impiegate. Ormai è in trappola. La Geal la sospende dal servizio. Rischia, in caso di condanna, il posto di lavoro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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