La manifestazione
La procura sequestra un residence
Per l’accusa sono 6 appartamenti realizzati a S. Ángelo in Campo in assenza di concessione edilizia e con permessi scaduti
LUCCA. Per l’accusa non ci sono dubbi. Un complesso immobiliare - comprendente sei appartamenti costruiti in corte Puccinelli in via Pisana a S. Angelo in Campo - è sorto in assenza di concessione edilizia in quanto il permesso di costruire era scaduto. Per questo il sostituto procuratore Giuseppe Amodeo ha chiesto e ottenuto dal gip Simone Silvestri il sequestro preventivo della palazzina con una volumetria di 902 metri quadrati e del valore commerciale di centinaia di migliaia di euro. Non solo per la realizzazione ritenuta abusiva dalla procura della Repubblica sono finiti nei guai il committente, l’esecutore e il direttore dei lavori. Si tratta rispettivamente di Carlo Basile, 60 anni, di Carmine Basile di 29 - entrambi residenti a Cirò Marina (Crotone) - e di Giancarlo Affatato, 29 anni, residente a Prato.
I fatti. A costruire la palazzina è l’Eurommobiliare Basile con sede a Prato. Il 28 settembre scorso la polizia municipale durante un controllo sul territorio scopre il fabbricato e dalle verifiche emerge che i lavori sono eseguiti in assenza di concessione edilizia. O meglio il permesso di costruire è scaduto e dai lavori ancora in corso, ma decisamente a buon punto, si rilevano difformità prospettiche su tutti i lati rispetto ai titoli autorizzativi peraltro scaduti da tempo. Almeno stando ai dati in possesso dell’ufficio urbanistica del comune di Lucca.
La pratica a quel punto viene inviata in procura e finisce alla sezione di pg della polizia municipale che dopo un controllo invia gli atti al magistrato che chiede il sequestro preventivo accordato dal giudice delle indagini preliminari.
L’edificio in questione era praticamente ultimato. Mancavano gli infissi (porte, finestre, battiscopa) e i pavimenti per poi collocare gli appartamenti sul mercato. Un fabbricato realizzato in una zona vicina al centro storico e quindi particolarmente appetibile che senza l’intervento della polizia municipale prima e della magistratura poi sarebbe stato regolarizzato passando inosservato.
Al momento gli indagati - che hanno nominato l’avvocato Pucci (prima era stato assegnato d’ufficio l’avvocato Franco Micheli) - non sono stati sentiti dal magistrato e non risulta, al momento, che vi siano richieste di dissequestro dell’immobile di 2700 metri cubi.
I controlli in materia urbanistica verranno intensificati in tutto il territorio provinciale. Troppi gli immobili costruiti in questi anni senza rispettare vincoli paesaggistici, destinazioni d’uso o volumetrie.
Il caso di S. Angelo in Campo in fondo sembra essere la punta dell’iceberg di un sommerso su cui la procura della Repubblica intende fare piena luce. La cementificazione selvaggia a cui si è assistito nell’ultimo decennio in Lucchesia e in Versilia - oltre ai guasti di natura idrogeologica - ha portato all’apertura d’inchieste che hanno messo in luce i rapporti non sempre cristallini tra imprese edili e pubblica amministrazione. L’impressione è che in futuro altri provvedimenti di natura penale e amministrativa verranno presi in materia edilizia e urbanistica da parte dell’autorità giudiziaria. (l.t.)
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