Il Tirreno

Lucca

Eurosak, l’affitto andrà alla Selene

di Luca Tronchetti
Eurosak, l’affitto andrà alla Selene

L’intuizione del giudice di affiancare al curatore un manager della gestione ha consentito all’azienda la ripresa produttiva

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PORCARI. Se l’Eurosak potrà proseguire la sua attività e tornare ad essere, sotto una nuova proprietà, un’azienda produttiva che fa utili e garantisce l’occupazione buona parte del merito sarà da attribuire all’intuizione del giudice delegato Giacomo Lucente, alla professionalità della curatrice Paola Del Prete e all’esperienza del manager Ivano Carlesi, ex amministratore del gruppo Ciardella spa, che si è occupato dal 25 febbraio in poi della gestione dell’esercizio provvisorio dell’azienda produttrice d’imballaggi. Un’esperienza pilota a Lucca che potrà essere esportata anche per altri dolorosi fallimenti.

Affitto alla Selene. Sull’affitto ormai siamo alle battute finali. E la Selene di Pontetetto nel giro di 24-48 ore otterrà dal tribunale l’affittanza dell’Eurosak. Il giudice delegato e la curatrice infatti hanno dovuto affrontare e risolvere in tempi brevissimi l’incresciosa situazione causata dall’inopinata e immotivata rinuncia della Faggyt Italia Colortec di Ascoli Piceno (un’azienda commerciale più che un’impresa industriale). L’azienda, al momento della firma del contratto d’affittanza, si è tirata indietro adducendo divergenze sulle clausole contrattuali legate alla sentenza (attesa per oggi) della Corte d’Appello sul ricorso impugnato dalla famiglia Colombini (i proprietari dell’Eurosak) in merito alla declaratoria fallimentare. Divergenze in realtà inesistenti visto che il bando e il contratto parlavano chiaro e condizionavano l’affittanza alla conferma della declaratoria fallimentare da parte della Corte d’Appello. Una vicenda su cui dovrà essere fatta piena luce.

A quel punto il giudice ha convocato le altre due ditte che avevano presentato offerta di affittanza: la Termoplast di Certaldo e la Selene spa di Pontetetto. Ad entrambe è stato chiesto di rilanciare l’offerta, di migliorarla rendendola più favorevole rispetto a quanto depositato in precedenza. La Termoplast ha fatto un passo indietro non intendendo modificare l’offerta già formulata. La Selene spa invece ha riconfermato la proposta migliorando l’importo dell’eventuale acquisto e quello dell’affitto mensile (7500 euro). Inalterati invece i parametri occupazionali: 30 dipendenti assunti e altri 13 spostati nello stabilimento a Pontetetto per un totale di 43 posti di lavoro.

Esercizio provvisorio. L’azione di Carlesi è stata determinante. Ricuciti gli strappi con i fornitori di materia prima (Corplast, Polimeri Europa, Basell), effettuati investimenti sulla sicurezza dello stabilimento (mancava anche la sabbia negli estintori) e sui problemi legati agli impianti, è iniziato un piano di risanamento risultato vincente e in grado di risollevare un’azienda fallita: «Sotto il profilo industriale - racconta Carlesi - abbiamo, in accordo con il sindacato, provveduto ad aumentare la produttività (3 giorni di lavoro a turni e uno di riposo). Non siamo mai andati al di sotto delle 7 macchine sempre in funzione arrivando a produrre 550 tonnellate al mese e iniziando così a creare profitto, a guadagnare. Il giorno in cui non abbiamo avuto ordini ci siamo fermati e appena abbiamo ricevuto nuove commesse la produzione è ripresa a pieno regime. Si è trattato di un’esperienza unica e fondamentale per il futuro. È la prima volta in Lucchesia che al curatore il giudice affianca un manager. I risultati sono stati eccezionali: in questo mese l’esercizio provvisorio è in attivo. Da anni non c’erano questi risultati all’Eurosak».

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