Il Tirreno

Lucca

Ambiente, danni presunti per venti milioni di euro

Nella causa civile tra comune di Vagli e Coop Apuana il consulente del giudice valuta un maxi risarcimento, ma il contenzioso resta aperto. L’udienza a luglio

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LUCCA. C’è una consulenza tecnica disposta dal giudice del tribunale civile Beatrice Simona Giunti - nell’ambito della causa che vede opposti il comune di Vagli e la Cooperativa Apuana in relazione all’uso della cava Piastra Bagnata - che stima in oltre 22 milioni il danno economico per il Comune proprietario del bene (marmo e pietra ornamentale commerciabile). E su quelle basi valuta una percentuale risarcitoria del 10-15% stimabile tra 2,2 e 3,4 milioni di euro. Una consulenza tecnica - eseguita dall’ingegner Giorgio Iabichino di Torino e depositata in cancelleria nel giugno scorso - contestata dai legali della Cooperativa Apuana che hanno chiesto chiarimenti sulle osservazioni presentate dal consulente.Segno che la consulenza non è affatto conclusa e nell’udienza del 13 luglio saranno depositate integrazioni e osservazioni. In buona sostanza l’iter processuale andrà avanti almeno per un paio d’anni in attesa di capire chi ha torto e chi ha ragione.

Intanto però l’ingiunzione di pagamento di 2 milioni di euro chiesta dal comune di Vagli alla Cooperativa Apuana con provvedimento urgente (inaudita altera parte) al giudice Silvia Mugnaini è ancora sospesa proprio in attesa di capire come si pronuncerà il giudice civile.

Da un lato l’amministrazione targata Mario Puglia chiede che in base alla legge regionale 78 del 1998 il contributo debba essere quantificato in percentuale delle tonnellate di materiale abbattuto per la produzione e ritenuto commerciabile, dall’altro la Cooperativa Apuana che gestisce la cava ritiene che sia calcolata in percentuale sulle tonnellate di materiale effettivamente vendute. La perizia depositata dall’ingegnere Iabichino per la Cooperativa Apuana non terrebbe conto su escavazioni precedenti, risalenti agli anni Sessanta, ed eseguite da altre aziende.

Botta e risposta. Massimo Ferrari, presidente della Cooperativa Apuana, di fronte al contenzioso in atto non batte ciglio: «La perizia riguarda una causa in corso e non chiusa. A un primo esame il giudice ha accolto la nostra richiesta di approfondire il contenuto della perizia. Il tecnico ci sta lavorando. Se fila tutto liscio, poi si va dal giudice altrimenti chiederemo ulteriori chiarimenti. Il contenzioso sui danni che avremmo recato al Comune? Per noi il danno non è oggetto di contenzioso. Rimane aperto l’altro fronte: quello dell’integrazione sulle quote al Comune per il materiale estratto: ci viene contestato che dovremmo pagare altri due milioni. Circa un milione è già stato congelato sui nostri conti correnti. Vedremo come finirà. Eventualmente pagheremo la cifra restante. Siamo un’azienda viva e non possiamo sentirci costretti a riconoscere un debito per continuare la nostra attività dopo che il consiglio di Vagli a maggioranza ha deciso di non rinnovare la concessione di scavo». Il sindaco Mario Puglia rammenta: «La guerra è iniziata quando abbiamo installato le telecamere e la pesa nella cava. La coop voleva pagare il contributo al Comune sul marmo estratto in base alle vendite, invece di pagarlo per quanto ne estrae. La perizia dei 20 milioni di danni? Spero che la cooperativa Apuana sistemi intanto il vecchio contenzioso».

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