Sicurezza
Niente soldi, le famiglie imbiancano la scuola
Domenica di tinteggiatura volontaria per genitori e studenti del Busdraghi di Lucca
LUCCA. «Dai ragazzi, iniziamo da questa parete». Giorgio chiama gli altri genitori, li organizza in un gruppetto di lavoro e si dirige verso l'aula da imbiancare. È la classe di suo figlio, la 1ª A; è la classe dei figli di tutti e quindici i genitori che ieri mattina si sono ritrovati all'agrario “Busdraghi” di Mutigliano per ripulire l'aula e lanciare un messaggio di responsabilità alle istituzioni.
Pennelli, rulli, vernice e tuta da imbianchini: i genitori e gli studenti del Busdraghi si sono alzati presto per arrivare a scuola di buon'ora. Il sole caldo prometteva bene, le attrezzature erano già sistemate in macchina dalla sera prima e la sveglia puntata sulle sette segnava l'inizio di una domenica particolare, passata a scuola. «Ci siamo organizzati – spiega Giorgio Guerrini, rappresentante di classe dei genitori – e abbiamo chiesto tutte le autorizzazioni necessarie per poter trovare la scuola aperta di domenica. Poi ci siamo attivati con le attrezzature. Una domenica diversa, passata con gli altri genitori della classe e qualche studente della scuola che si è aggiunto volentieri: un modo per conoscerci, stare insieme, prenderci cura degli ambienti nei quali i nostri figli passano molto tempo e lanciare un messaggio. Alle istituzioni e alla città». Un po' imbianchini e un po' supplenti delle istituzioni: le attività di imbiancatura, infatti, spetterebbe alla Provincia, che si occupa della manutenzione ordinaria e straordinaria delle scuole superiori. «Qua però non si è visto nessuno – continuano i genitori – l'aula aveva bisogno di essere ripulita e così ci abbiamo pensato noi. L'anno scorso furono gli studenti, nei giorni dell'autogestione, a rimettere in sesto l'ala della scuola dove ci sono gli uffici di segreteria. Un modo per prendersi cura dei propri ambienti, aver più rispetto degli edifici e delle cose e per attirare l'attenzione delle istituzioni. Speriamo che questo messaggio arrivi anche ad altri genitori, potrebbe essere un bel segnale se anche altre scuole si attivassero e spendessero una giornata per risistemare le classi: sarebbe una bella presa di responsabilità, soprattutto considerando il fatto che questi lavori non rientrano nelle nostre competenze».
Ci sono i padri e i figli. Ci sono le madri, come Cristina che ieri avrebbe dovuto lavorare «e invece - dice - ho preferito venire alla scuola di mio figlio e ho rinunciato alle cinque ore di straordinario, che in questo periodo fanno anche comodo». Tra un corridoio e l'altro campeggia lo striscione “Tambellini sindaco”, neo sindaco che qua ha insegnato per un bel po' di anni. «Essendo un insegnante sa quali sono le esigenze e le problematiche delle scuole e questo è un bel punto di partenza». Questa scuola per molti studenti è un sogno: i filari di cipressi per arrivare alla cancellata di ingresso, le viti e gli oliveti, l'odore di campagna che avvolge gli edifici, la vita scolastica passata tra un'interrogazione, i quaderni degli appunti e le ore all'aria aperta. «L'edificio però – spiega una ragazza del quarto anno con la passione per l’agriturismo – andrebbe risistemato. È decadente, scrostato, i muri sono sporchi. Basterebbero interventi di ordinaria manutenzione, basterebbe un po' più di attenzione». La stessa che i ragazzi prestano alle attività teoriche e a quelle pratiche e di laboratorio. Qui si occupano del vino e dell'olio, curano le serre e coltivano gli orti. Poi quello che producono lo vendono al Foro Boario al mercato contadino e a scuola.
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