Il dolore
Il ricordo dei magistrati
LUCCA. Alle 11 il tribunale si ferma. Giudici della sezione penale e civile, pubblici ministeri e gip si dirigono in toga nell’aula uno - la più grande del Galli Tassi - dove nel frattempo è...
LUCCA. Alle 11 il tribunale si ferma. Giudici della sezione penale e civile, pubblici ministeri e gip si dirigono in toga nell’aula uno - la più grande del Galli Tassi - dove nel frattempo è stata sospesa l’udienza. È il 23 maggio, il giorno della strage di Capaci che vent’anni fa provocò la morte dei giudici Falcone e Morvillo e degli agenti della scorta. Una data impossibile da dimenticare come impossibile è quella avvenuta sempre nel 1992 a 57 giorni di distanza dal terribile evento luttuoso: quella di via D’Amelio costata la vita al giudice Borsellino e agli agenti della scorta. Momenti terribili per la vita democratica di una nazione che i magistrati hanno voluto ricordare tutti assieme con un minuto di raccoglimento. Senza parole, senza retorica. Ma con un pensiero fisso rivolto ai colleghi caduti per servire lo Stato democratico. L’iniziativa, voluta dalla sottosezione lucchese dell’Associazione Nazionale Magistrati, ha riscosso l’adesione totale ed è stato un momento forte di unità e di compostezza.
Intanto domani alle 21 alla sala Accademia di palazzo Ducale si terrà l’incontro «Vent’anni dopo. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, una lezione d’impegno civile». Interverranno lo storico Paolo Pezzino, autore di saggi sulla mafia e Laura Soletti dell’associazione Libera.(l.t.)
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