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ALTOPASCIO

Panem, si cerca un acquirente

Panem, si cerca un acquirente

Il tribunale di Monza rinvia a settembre l’udienza sul concordato

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ALTOPASCIO. Ancora un incontro in Provincia sul caso Panem. Si è tenuto alla presenza dei sindacati, delle Rsu dell'azienda, dei rappresentati dell'amministrazione provinciale, del Gruppo Novelli e del tribunale di Monza, che sta seguendo la procedura di concordato. Nessuna novità rilevante, però, tranne la convocazione di un nuovo incontro, il 4 giugno.

L'impressione è che tutti, dalla Novelli ai sindacati, stiano cercando di arrivare ad un accordo che consenta un passaggio senza scossoni ad un nuovo proprietario. Impressione confermata dalle parole del segretario provinciale della Flai Cgil Lino Giovannelli.

«Stiamo ancora sondando il terreno - dice il sindacalista - per cercare di trovare ad impegni chiari, in grado di traghettare la trattativa verso un accordo. Alcune ipotesi sono allo studio delle parti, tuttavia non c'è la totale convergenza. Abbiamo rimandato tutto il 4 giugno, sempre in Provincia. Durante quell'incontro verificheremo se sarà possibile arrivare alla stesura di un testo formale. Fortunatamente abbiamo ancora tempo a disposizione». Il tribunale di Monza, infatti, ha rimandato l'udienza del concordato Panem a settembre, lasciando un margine più ampio alla trattativa, i punti principali della quale sono l'integrazione alla cassa integrazione e l'apertura di un percorso che permetta l'entrata in gioco di un acquirente per lo stabilimento di Altopascio.

«Non abbiamo molti elementi, al momento, ma tutte le strade sono ancora aperte», commenta Giovannelli.

Si punta, in particolare, a coinvolgere l'imprenditore che aveva mostrato interesse per la Panem nei mesi scorsi.

Intanto, i lavoratori sono ancora impegnati nel presidio davanti ai cancelli dell'azienda. Qualcosa, però, potrebbe cambiare, almeno nelle modalità. Il presidio, comunque, non si tocca, come sottolinea Giovannelli: «Saranno i lavoratori a decidere cosa fare, se modificare le modalità di permanenza o meno. Ma questo non significa che il presidio verrà tolto». (a.b.)

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