Gioco
La politica? Basta, farò il commercialista
Mauro Favilla lascia al nuovo sindaco un dossier sulla città. Ieri l’ultima mattina in Palazzo Orsetti
LUCCA. «Sappiamo ridere anche perdendo...», aveva scritto (o fatto scrivere) sulla sua pagina Facebook dopo il risultato elettorale del primo turno. E aveva abbinato al post il video della celeberrima “Bisogna saper perdere” dei Rokes. Invece, per placare gli animi dei suoi, ha usato i versi del Simon Boccanegra di Verdi. «Quando litigavano -racconta l’ex sindaco Mauro Favilla - facevo loro sentire i passi dell’opera che recitano “vo cercando pace, vo cercando amor”. Dopo la sconfitta ho scelto “l’amore vinca di morte il gelo... d’interminato pianto fonte è l’umano cor”».
Mauro Favilla usa dell’ironia, saluta in musica e si ritira. A 78 anni compiuti, riprende in mano la sua vita e torna alla sua professione di commercialista. Alla politica dice basta.
«Adesso sono un privato cittadino - commenta l’ex sindaco -. E in consiglio comunale penso proprio di non andare. Aspetterò la nomina per dimettermi». Fine di un’epoca. Dopo una vita prestata alla politica, trascorsa prevalentemente fra i banchi di Palazzo Madama e quelli di Palazzo Santini, il democristiano di razza Favilla chiude. «Mi ritiro a vita privata, torno a occuparmi dei fatti miei. Non provo dispiaceri forti. Sono anche contento: ho tirato molto la corda e voglio riposarmi», aggiunge. Ecco il perché, spiega, della sua “fuga”, della sua latitanza dai riflettori e dal dibattito politico cittadino da dopo il primo responso delle urne, quello del 7 maggio, che lo ha tirato fuori dalla competizione per il nuovo mandato.
Favilla ha trascorso la mattinata di ieri nel suo ufficio in Palazzo Orsetti. Ha radunato le sue cose. E, racconta, oltre ad aver raccolto «tre sacconi di carta da gettare», ha preparato un dossier per il suo successore Alessandro Tambellini. «Gli lascio una documentazione - spiega -, se avrà tempo e vorrà, potrà leggerla».
Il primo atto che dovrà fare il nuovo sindaco «è il bilancio - dice ancora Favilla -. Lo farà avvalendosi del consiglio degli uffici. Non l’abbiamo fatto noi perché il bilancio lo deve fare chi entra ex novo». E si sente anche «un po’ preoccupato per la città. Ci sarà una fase di passaggio, e queste fasi comportano un certo trauma». Uscirà completamente di scena? «Non mi chiudo a riccio, ma dalla politica esco fuori - sentenzia -. Mi dedicherò semmai solo ad attività culturali. Se qualche gruppo politico mi chiederà indicazioni, consigli, esperienze, sarà pronto a dare il mio contributo. Intanto mi concentrerò sulla mia vita, la riprenderò in mano. Tornerò alla mia attività di commercialista nello studio associato con mio figlio. Ma i miei clienti sono tutti di fuori Lucca, e mi dedicherò a loro. Trascorrerò più tempo con i miei nipoti e farò un viaggio con mia moglie. Andrò più spesso ai concerti e all’opera, due passioni che in questi anni ho trascurato».
Giorni fa, riporta ancora, ha riunito la sua giunta per salutarla. Per alcuni, quelli che valevano e potevano avere chance di continuare si dispiace «di essere stato la causa della loro estromissione». Per gli altri, «meno capaci», invece non si dispiace: «si arrangeranno».
Barbara Antoni
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