Il Tirreno

Lucca

Il mea culpa del Pdl «Narcisismo di pochi e follia politica»

di Ilaria Bonuccelli
Il mea culpa del Pdl «Narcisismo di pochi e follia politica»

Per discutere della disfatta convocato sabato a Viareggio il coordinamento regionale: bisogna ricostruire il partito

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LUCCA. Ricomincia da Viareggio la ricostruzione del centrodestra. Dal coordinamento regionale di sabato mattina che da Firenze si sposta al mare, vicino a Camaiore e Lucca, le città appena perse. Dinamiche diverse, risultati identici: i sindaci ora sono di centrosinistra. E se a Camaiore questo fa male, a Lucca fa peggio perché, per la prima volta va al governo anche la “sinistra radicale”, come la definisce l’Udc: Idv, Sel, Rc e Comunisti italiani. Merito, forse della sinistra, ma sicuramente colpa della destra, ammette il coordinatore regionale vicario, Riccardo Migliori.

Già un anno fa, dopo la batosta alle provinciali, Riccardo Migliori non aveva nascosto che a Lucca avrebbe fatto meglio un anno di commissariamento invece di una fine legislatura litigiosa. Posizione minoritaria la sua, all’interno del Pdl, oggi a Lucca sceso al 9%. Alla fine, infatti, aveva prevalso la linea della ricompattazione nell’amministrazione guidata da Mauro Favilla, con la firma di un documento che sanciva la fine delle ostilità interne e giurava fedeltà alla coalizione. Invece, non è andata così. Alle amministrative il centrodestra si è presentato frammentato, con 5 candidati, tutti usciti dalla giunta e dal consiglio comunale. Una situazione che Migliori definisce «una fiera della vanità che il nostro elettorato ha valutato negativamente. A Lucca abbiamo assistito a un momento di follia politica che si articola in tre atti: assessori (ed ex assessori) della giunta Favilla che si candidano contro il sindaco in carica; un narcisismo personale che ha portato a tante candidature interne al centrodestra; il voltafaccia dell’Udc che si è presentato al voto con Pietro Fazzi, nonostante avesse sottoscritto in agosto un documento che sanciva l’unità della coalizione e fedeltà a Favilla, in caso di ricandidatura». Per un momento, il centrodestra - Pdl compreso - ha anche sperato in un passo indietro di Favilla. Invece il sindaco uscente ha sciolto la riserva a gennaio inoltrato - come osserva anche Fazzi - quando ormai sarebbe stato troppo tardi trovare un altro candidato di coalizione. «Così - riprende Migliori - siamo rimasti con il narcisismo personale che non ha portato a nulla: nonostante 700 candidati al consiglio comunale, alle urne c’è andato il 44% dei lucchesi. E questo astensionismo senza precedenti, soprattutto a Lucca è legato alla caduta verticale del Pdl. Da un’analisi accurata dei flussi, infatti, abbiamo visto che, a differenza di quanto accaduto in altre tornate elettorali, non c’è stato uno spostamento di voti da destra a sinistra. Né a Camaiore né a Lucca. Il nostro elettorato non ha votato Tambellini. Il problema vero è che non abbiamo presentato un’offerta politica all’altezza della domanda».

Da qui comincia la riflessione che domani pomeriggio alle 18 verrà ripresa con la convocazione degli stati generali del Pdl e alle 21 con la riunione del coordinamento provinciale del partito. All’ordine del giorno proprio le sconfitte di Camaiore e di Lucca dove « a febbraio - dice il coordinatore provinciale, Giovanni Santini - abbiamo ereditato un partito diviso, esanime, così ridotto da uno sfaldamento che si è consumato in anni di litigi e che non avrebbe potuto essere ricomposto in un giorno. E neppure nei 15 giorni fra il primo turno e il ballottaggio. Il risultato elettorale lucchese ha dato la misura dei danni che queste lacerazioni producono. Basta pensare che al ballottaggio, il Pdl è stato l’unico partito di centrodestra a invitare l’elettorato di riferimento ad andare a votare per Fazzi». Nessuna altra lista «neppure quelle di chi ha inteso le elezioni amministrative come “primarie” di coalizione ( l’assessore uscente, Maurizio Dinelli) ha dato una chiara indicazione di voto contro il centrosinistra. E il coordinamento provinciale - aggiunge Santini - che ci si è insediato a febbraio ha cercato di contenere i danni: ha predisposto liste elettorali rinnovate in buona parte e chiarito che anche a Lucca è finita la fase delle persone nominate ai vertici del partito. E’ finita con la convocazione del congresso provinciale. Al quale seguirà, credo in autunno, quello comunale». Resta da vedere se questo basterà a ricucire quello strappo fra elettorato e centrodestra «causato - insiste Pietro Fazzi - dal logoramento e dalla delusione delle aspettative riposte nella coalizione. Troppe volte alle promesse dell’amministrazione Favilla non sono seguiti fatti o sono seguiti cambi improvvisi di rotta». E’ anche per questo - rincara l’ex presidente del consiglio comunale, Franco Fabbri - «che la gente non ci ha rinnovato la fiducia mostrataci nel 2007, nonostante l’anno di commissariamento. La nostra litigiosità ci ha tolto affidabilità e credibilità e noi ci siamo illusi che il documento sottoscritto dai partiti del centrodestra ad agosto avrebbe garantito la ricompattazione».

Dopo l’analisi e il mea culpa, però, deve ripartire la ricostruzione di un’area moderata - dice Fabbri - che «non costituisca un’allegra rimpatriata per i soliti noti, ma una coalizione basata su umiltà e responsabilità dei membri e su valori etici indiscutibili». Il lavoro principale - conclude Santini - spetta al Pdl «impegnato a ricostruire il partito, partendo, a Lucca, dai 500 iscritti. E a costruire una coalizione di cui non vogliamo essere egemoni, ma protagonisti sì. Con un ruolo di primo piano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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