Il Tirreno

Lucca

All’agrario cori da stadio per Tambellini

di Duccio Casini e Lucia De Gregorio
All’agrario cori da stadio per Tambellini

In visita tra commozione e battute ai “suoi” ragazzi dell’istituto Busdraghi di Mutigliano: «Macché stadio, facci la scuola nuova»

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LUCCA. La visita a scuola a trovare i “suoi” ragazzi, poi un salto a casa a mangiare un piatto di pasta al volo prima di rimettersi in moto. Ma senza andare in municipio. Alessandro Tambellini attende - per correttezza istituzionale - di avere il via libera della commissione elettorale che deve ratificare la nomina.

La prima giornata da sindaco del professore ha ritmi diversi da quelli degli ultimi mesi, condotti sempre sul filo dell’orologio per far fronte ai mille impegni da candidato deciso a vincere la battaglia per insediarsi sulla poltrona di palazzo Orsetti.

Un martedì quasi normale. Con la sveglia presto - come abitudine - e con la novità del cellulare che quasi va in tilt. Colpa delle centinaia di messaggi di auguri arrivati da ogni dove.

Il momento più bello, più coinvolgente, a mezzogiorno all’istituto agrario Busdraghi di Mutigliano dove Tambellini ha insegnato materie letterarie fin dal 1994. L’istituto è frequentato da circa 300 studenti e studentesse che a mezzogiorno di colpo sono usciti dalle aule. «È arrivato il Tambe, c’è il nostro sindaco» il tam tam nell’ex colonia agraria. Lui, camicia e maglia blu, viene accolto come un eroe e con cori da stadio. Si vede che il rapporto con i ragazzi è schietto. Sì, è il loro professore. Ma forse è qualcosa di più, come spiegano Nicola e Roberto della 5ª C: «Gli vogliamo tutti bene perché è un bravo professore, uno che sa spiegare bene la materia. Pretende, ma non è severo e cerca di aiutarci a superare le nostre difficoltà. Come dire, è uno che si mette al nostro livello, che ci sa capire. Per noi è una guida morale. Ci mancherà».

Alessio e Matteo della 5ª B sono contenti che il loro professore di italiano abbia vinto le comunali. Però hanno il magone: «Ce ne fossero di persone come lui. Sa stare con noi, ci coinvolge, ci stimola a fare bene, a darci dentro». Opinione condivisa dal professor Franco Grossi, versiliese e di centrodestra: «Voto in un altro comune, ma fossi stato residente a Lucca avrei dato la preferenza a Tambellini. Ottimo collega, preparato, serio, onesto e corretto».

Federica è all’ultimo anno. Nel cortile, sotto qualche goccia di pioggia, racconta: «Il Tambe è alla mano e umile. Conosce a fondo la materia ed è misurato nei voti: mai troppo alti, mai troppo bassi. Io l’ho votato e sono contenta che ce l’abbia fatta. Ci amministrerà come si deve, non ho dubbi». Interviene Paolo Benedetti, tecnico di laboratorio: «Alessandro è una persona di buon senso, qualità rara. Corretto con noi, con i ragazzi e con le loro famiglie».

Il tempo passa, le lezioni devono riprendere. Ma nessuno ha voglia di interrompere questo lungo momento. E così partono le battute: «Ora non ti montare la testa perché sei sindaco» dice uno di quinta. «E te studia, che vai male e tuo padre è disperato» replica sorridendo il professore. Che prima di congedarsi si ferma a comprare gli ortaggi coltivati e venduti dagli studenti. Prende gli ingredienti per il minestrone. Quando sta per varcare il cancello, gli arriva in regalo una bottiglia di vino rosso fatto nella scuola. Gliela dà un bidello, commosso anche lui.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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