Il Tirreno

Lucca

Il primo pensiero è per la povera Melissa

di Duccio Casini
Il primo pensiero è per la povera Melissa

Tambellini: «Andrò in una scuola a spiegare agli studenti che Lucca è una città di pace che respinge ogni aggressione»

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LUCCA. Il primo pensiero del neo sindaco Alessandro Tambellini va a Melissa Bassi, la studentessa di 16 anni vittima dell’attentato di Brindisi. «Andrò presto in una scuola a parlare agli studenti per ribadire che la nostra è una città di pace e contro ogni aggressione. La vittoria? La dedico a mio padre che è morto, ai miei che non ci sono più, a mia moglie e ai miei tre figli». Sono le 16,05 di un giorno storico per Lucca che vede il ritorno di un’amministrazione di centrosinistra dopo la parentesi (1994-1998) di Giulio Lazzarini. Fuori della sede elettorale del professore di lettere la gioia è immensa. I volontari esultano, dopo che alle 16,03 è arrivata la notizia ufficiale del successo. E adesso arriva anche lui, il Tambe. «Ero a pagare l’assicurazione scaduta - racconta -. Ma siete proprio sicuri che abbiamo vinto?». Una battuta per scacciare la lunga tensione, accolta da risate e applausi mentre Francesco Battistini srotola un lungo striscione e dà il via al corteo che attraverso piazza S. Michele, via Calderia e via S. Giustina conduce il primo cittadino nella sede comunale di palazzo Orsetti. Che da ieri e per cinque anni diventa a tutti gli effetti la sua seconda casa.

Un altro corteo in centro davanti a tanti stranieri sorpresi («Cosa sono, sbandieratori?» chiede una signora inglese) ci sarà anche nel tardo pomeriggio. Poco prima della celebrazione in piazza San Francesco, che per volere di Tambellini assume toni morigerati: «Dobbiamo rispettare le vittime di Brindisi e la popolazione colpita dal terremoto. Non voglio gazzarre» è l’ordine impartito ai suoi.

Che avrebbero voglia di fare festa grande, ma che ubbidiscono.

L’attesa per l’esito del ballottaggio inizia alle 15. Chiudono i seggi e in via Vittorio Emanuele i fedelissimi armati di carta, penna, computer e calcolatrici prendono nota dei risultati comunicati in diretta dai rappresentanti di lista.

Il primo dato è già significativo. E’ quello della sezione 21 dove Tambellini prende 158 voti contro i 91 di Fazzi.

Lo scrutinio è veloce. Stavolta non ci sono inciampi. La macchina elettorale corre senza soste e i telefoni squillano di continuo.

Da San Marco, seggio 15, giungono numeri interpretati in maniera positiva: 283 a 108. Sorride l’ex consigliere regionale Enrico Cecchetti, arrivato alle 15,25. Pochi minuti prima dell’onorevole Raffaella Mariani. «Sono sfinita - racconta -, la situazione volge al bello, ma sono stati giorni intensi. Temevo in un recupero forte di Fazzi, mi sembra invece che i cittadini non stiano avendo dubbi sulla persona a cui affidare la città».

I numeri indicano un vantaggio ormai incolmabile, infatti. E’ solo questione di attendere il conforto della matematica.

Vengono fatte proiezioni e allora alle 15,57 emerge che servono altri 900 voti per avere la certezza del successo. Viene anche indicata la quota esatta: »Se Alessandro arriva a 17.251 voti è fatta. Aritmeticamente». A questo punto, spiegano i ragazzi del comitato, all’appello mancano 900 voti.

Lo spoglio delle schede è sempre più rapido. E alle 16,03 la sede (che per anni aveva ospitato un’agenzia di pratiche auto) vibra di emozione. L’urlo è da stadio: «Ale è sindaco! E’ fatta, ha superato la soglia».

Come in una sceneggiatura di un film, passano 120 secondi e compare Tambellini. Il nuovo sindaco. Abbracci e baci lo sommergono. Lui risponde a tutti, stringe mani, riceve tante pacche sulle spalle. Ma sempre senza perdere la misura. «Sarò il sindaco di tutti e in questo momento un pensiero va ai miei avversari politici, in particolare all'ex sindaco Fazzi e al sindaco uscente Favilla. Ma ricordo tutti i miei avversari politici, con i quali ho condiviso questo percorso che oggi giunge alla sua conclusione e per i quali ho grande rispetto». Da palazzo Orsetti è poi Tambellini a cercare Favilla. Sono le 17,30. Il colloquio è breve, dall’esterno si ha la sensazione che Favilla sia sbrigativo. Va meglio, molto meglio, con Pierluigi Bersani. Il segretario nazionale del Pd contatta Tambellini attraverso l’ex consigliere comunale Cecilia Carmassi. «Ringrazio te e i vertici del partito per il sostegno che mi avete dato - dice il sindaco - e spero di riaverti presto a Lucca». In municipio ci sono altri primi cittadini di centrosinistra. Ecco Giorgio Del Ghingaro: «Grande e meritato successo, sono felicissimo» esclama. Ride e scherza Alberto Baccini, che il 7 giugno ha rivinto le comunali a Porcari col 74,7 per cento: «Dì la verità Alessandro, mi volevi superare?». Nell’androne del palazzo ormai non c’è quasi più traccia di esponenti del centrodestra, nei confronti dei quali non è volata una sola parola offensiva. «Un bel clima, cinque anni fa non fu così. Ma noi siamo fatti di un’altra pasta» si sente commentare.

Sia come sia, ora Lucca volta pagina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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