La manifestazione
Torna la preoccupazione per la sorte dell’Eurosak
Chiesto un tavolo tra parti sociali, istituzioni e soggetti interessati all’azienda Il sindaco Baccini: «Vicenda complessa, servono pazienza e unità d’intenti»
PORCARI. Torna la preoccupazione tra i lavoratori della Eurosak. Proprio quando la crisi sembrava alle spalle è arrivata la doccia fredda: il tribunale ha revocato l'assegnazione alla Faggytt facendo ripiombare l'azienda di imballaggi industriali in un clima di incertezza. Anche i sindacati esprimono preoccupazione per il futuro degli operai. Giovanni Rossi (Cgil) e Paolo Pierotti (Csil), appresa la notizia, hanno subito chiesti informazioni «all'Associazione Industriali per capire le cause che hanno fatto saltare l'operazione per rilevare la Eurosak che avrebbe garantito cinquanta posti di lavoro». Presto sarà chiesto un tavolo tra le parti sociali, le istituzioni e i soggetti interessati. Per quanto riguarda gli stipendi ai circa cinquanta lavoratori (sui 76 dipendenti) in esercizio provvisorio sono stati pagati e si attendono i bonifici destinati ai cassa integrati. «La procedura di cassa integrazione straordinaria è stata approvata dal ministero - dice il sindacalista Rossi – adesso però dobbiamo capire come si evolverà la situazione dell'azienda». Un giorno importante sarà martedì 29 quando la Corte d'Appello di Firenze si pronuncerà sul ricorso della proprietà della Eurosak contro la sentenza del tribunale che ha decretato il fallimento e di conseguenza ha aperto la crisi dell'azienda fondata nel 1962 che prima della crisi finanziaria trasformava circa 30mila tonnellate annue di polietilene ed è uno dei più importante produttori di imballaggi flessibili per uso industriale. Dopo i buoni risultati della gestione Carlesi, l'amministratore scelto dalla curatela per la gestione provvisoria dell'azienda, sembrava essere tornato il sereno. La Faggytt Italia, in associazione con il distributore campano Colortec, aveva avanzato la sua proposta di affitto del ramo d'azienda per un anno, ad un canone mensile di 30mila euro, con l'intenzione di acquisirla al termine del periodo transitorio per un controvalore di 5 milioni di euro. Una proposta preferita a quelle di Termoplast e Selene che adesso sono state nuovamente convocate dal tribunale. Adesso si riparte da zero. Con la speranza che la crisi della Eurosak possa arrivare ad una soluzione definitiva.
Il sindaco Alberto Baccini raccomanda pazienza e chiede unità di intenti. «Siamo di fronte a una vicenda complessa e dai tempi lunghi. I problemi non sono risolti, ma spero che lo siano presto. I dati oggetti parlano di un’azienda fallita che però continua a lavorare, con una cinquantina di persone impiegate ai macchinari e regolarmente pagate. Gli attuali ostacoli rientrano nella sfera giuridica, ma confido che entro martedì arrivino notizie importanti».
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