Il Tirreno

Lucca

Stop aumenti o chiudiamo Sos dagli autotrasportatori

di Arianna Bottari
Stop aumenti o chiudiamo Sos dagli autotrasportatori

Gasolio rincarato, arriva la tassa annua di mille euro per i trasporti eccezionali I pagamenti? Sempre più dilazionati. Questa mattina una riunione in Cna

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LUCCA. C’è chi ha dovuto licenziare qualche dipendente e ridurre il parco-mezzi. C’è chi, invece, per ora tiene duro e si rifiuta di mandare a casa i dipendenti. Tutti denunciano una crisi del settore come mai prima. Sono le aziende di autotrasporto della provincia, che continuano ad aver a che fare con aumenti di gasolio, pneumatici e assicurazioni. Far quadrare i bilanci è ormai quasi impossibile, con il carburante oltre un euro e 77 centesimi e i camion che ne consumano in media un litro ogni chilometro e mezzo.

Giuseppe Cinquini è titolare con il padre di una delle aziende storiche di Lucca, nel settore autotrasporti. Un’azienda avviata nel 1977, che si occupa soprattutto di trasporto di carta, tra Piana e Mediavalle e in giro per Italia ed Europa. «Il carburante è alle stelle ed è la voce che ci penalizza di più – racconta –. Ma non dobbiamo dimenticarci di assicurazioni e pneumatici. Le prime hanno registrato aumenti dal 20 al 30%, mentre i prezzi degli pneumatici sono arrivati ad impennate del 35%. E poi ci sono i divieti, in aumento un po’ dappertutto, che allungano i tragitti e ci fanno perdere tempo e consumare di più. Insomma, fare questo lavoro è sempre più difficile. Basti pensare che consumiamo circa cinquemila litri di gasolio al mese. Se lo moltiplichiamo per l’attuale prezzo del gasolio, ci rendiamo conto delle spese assurde». La Cinquini aveva 17 mezzi. Li ha dovuti ridurre a 14, mandando a casa due dipendenti. «Non abbiamo potuto fare altrimenti, ci è dispiaciuto molto. Non ci sono solo le spese vive che incidono sui nostri conti, anche i ritardi nei pagamenti», che dovrebbero arrivare in 30-60 giorni, ma spesso vengono corrisposti dopo quasi quattro mesi dal servizio.

«Le nostre tariffe sono ferme a tre, quattro anni fa. In alcuni casi anche dieci. I costi, no;non fanno che aumentare». Parola di Alessandro Albani, camionista del settore lapideo. Albani guida uno di quei tir enormi che consumano un litro di gasolio ogni chilometro e mezzo. «A volte anche di più, dipende dalla strada. Dobbiamo scalare le montagne con i camion», sottolinea. «Da un giorno all’altro, è arrivata una tassa in più sui trasporti eccezionali: mille euro a camion per l’usura del manto stradale. A questo, si aggiunge l’assicurazione (+30%) e i costi degli pneumatici. Diventa difficilissimo programmare l’attività, non possiamo più fare riferimento a costi fissi, gli aumenti sono continui. Spesso finiamo in rimessa», continua.

«Come far fronte a un aumento del 50% del gasolio in neanche due anni? Un problema enorme», dice Alessandra Favilla, dell’omonima società di autotrasporti, che ha un parco-mezzi di dieci camion ed è riuscita a non mandare a casa nessun dipendenti. «Ma la situazione è sempre più difficile – testimonia –. A fronte di costi alti e in continuo aumento, di ritardi nei pagamenti, noi dobbiamo pagare gli stipendi ogni mese, come è giusto che sia, perché chi lavora deve essere pagato. Questo ci mette in grande difficoltà. I costi devono scendere, o non andremo avanti a lungo». Stamani alle 9,30, nella sede di Cna in via Romana all’Arancio, gli autotrasportatori si riuniscono per parlare di questi problemi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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