Il Tirreno

Lucca

la crisi

Cisl in lotta troppe vertenze ancora aperte

LUCCA. Dieci giorni in mezzo alla gente, ad ascoltare i problemi e gli umori, a raccontare la protesta per una situazione economica, generale, di aziende, famiglie, divenuta insostenibile. La Cisl...

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Dieci giorni in mezzo alla gente, ad ascoltare i problemi e gli umori, a raccontare la protesta per una situazione economica, generale, di aziende, famiglie, divenuta insostenibile. La Cisl ha concluso ieri la sua dieci-giorni in piazza Napoleone dove, da un gazebo, ha mostrato i conti delle economie familiari dopo i provvedimenti del governo in carica, ne ha parlato con centinaia di persone. Il segretario provinciale Giovanni Bolognini è agguerrito: «Senza una crescita dell’economia a livello nazionale ed europeo, senza una revisione delle pensioni dopo i danni che sono stati causati dalla riforma non si va più avanti. Se ci fosse stato più dialogo con il governo, tanti problemi avrebbero potuto essere evitati». Dopo l’iniziativa del gazebo, la Cisl si prepara alla manifestazione nazionale del 2 giugno contro il governo Monti. Per partecipare e prenotare un posto sui pullman, telefonare alla sede provinciale (tel. 0583 508811).

Che il momento sia difficile, lo testimoniano anche le tante vertenze aperte. Air Tissue a Castelnuovo, Alce a Fornoli, Corsonna a Barga: tre realtà produttive delle provincia che contano, insieme, sui trecento lavoratori. «Grazie a un piano di rilancio che salva tutti i posti e prevede dodici mesi di cassa integrazione straordinaria - spiega Walter Fattore della Fistel Cisl - la situazione della cartiera Air Tissue sembra avere preso una piega positiva. L’accordo per la cassa sarà firmato a giorni».

Buoni spiragli anche per il Corsonna, nel pieno di una procedura fallimentare. «Se il giudice darà l’assenso, ha buone chance per proseguire la trattiva con un compratore intenzionato a rilevare il sito industriale», dice Fattore. Al posto scatolificio verrebbe aperta una nuova attività, in cui potrebbero ricollocarsi i lavoratori, dopo un periodo (se sarà accordato) di cassa speciale.

La ex cartiera Alce, destinata a diventare una centrale a biomasse, pare la situazione più critica. «Pesa il ricorso al Tar. È una fase di incertezza per gli investitori - conclude -: continua a ridursi il business delle energie rinnovabili».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web