Finanza
Un falso nel verbale della giunta
Riguarda l’adozione della delibera di rinuncia al diritto di usufrutto del parcheggio dell’ex Safill
LUCCA. È Tiziana Picchi, 57 anni, di Pontedera, dipendente del comune di Lucca nell’ufficio della segreteria generale, il sesto indagato della procura nell’inchiesta sulla presunta corruzione nell’ambito della riqualificazione dell’ex Safill oggi Antica Officina della Latta. Per la pg dei carabinieri del reparto investigativo un elemento cardine nella vicenda che vede al centro un parcheggio da 65 posti con la giunta municipale che un anno fa decide di rinunciare alla gestione concordando con la proprietà (la Safill srl) il pagamento in tre tranches di 400mila euro.
Il motivo? Tiziana Picchi è indagata con l’ex super assessore Marco Chiari per falsità materiale ed ideologica commessa dal pubblico ufficiali in atti pubblici. È la novità sostanziale che emerge dall’avviso di conclusione delle indagini notificato via fax ai legali dei sei indagati. Per procura e pg Chiari in veste di istigatore e Picchi come esecutrice materiale avrebbero attestato il falso nel verbale relativo alla delibera di giunta dell’8 marzo 2011. Da un’intercettazione emergerebbe che Chiari avrebbe sollecitato la segretaria generale del Comune a redigere un verbale falso. Perché prima dell’adozione della delibera di rinuncia del comune di Lucca all’usufrutto sul parcheggio dell’ex Officina della Latta è stato messo nero su bianco che il super assessore era uscito dalla seduta mentre invece, stando agli investigatori, Marco Chiari era regolarmente seduto con gli altri membri della giunta e aveva espresso il suo voto favorevole.
Le ipotesi di reato. Chiari è indagato di corruzione con Massimiliano Volpi, direttore generale e responsabile del settore patrimonio. Per gli inquirenti Chiari nel settembre-ottobre 2010 si sarebbe fatto promettere da Alberto Baraldi e Umberto Pera - amministratori unici succedutisi nel tempo alla guida della Safill srl, società senza dipendenti, proprietaria delle ex Officine della Latta - vantaggi e utilità di natura personale. Per la procura Chiari e Volpi avrebbero sottostimato il valore della cessione del diritto di usufrutto dei 65 posti auto alla Safill srl. Da una stima effettuata dal consulente del pubblico ministero la cessione del diritto di usufrutto è valutabile in almeno 700mila euro mentre, anche per l’intervento del super assessore, veniva ridotto a 400mila euro. L’utilità di Chiari, stando agli investigatori, si traduce in un immobile situato nel complesso destinato a studio professionale e concesso a un canone mensile di mille euro inferiore rispetto a quello di mercato. Con l’ulteriore clausola, particolarmente vantaggiosa, legata alla decurtazione dal prezzo di una futura vendita qualora l’ex assessore avesse esercitato un’opzione di acquisto entro tre anni. L’accordo, per l’accusa, era stato stipulato con Umberto Pera, ex amministratore Safill srl. E il ruolo del direttore generale? Secondo l’accusa Volpi doveva avallare le offerte al ribasso avanzate dai rappresentanti Safill srl tanto da far ridurre ulteriormente la stima finale della cessione del diritto di usufrutto da 430mila euro a 400mila euro e far adottare la delibera dalla giunta comunale invece che dal consiglio violando l’articolo 42 del decreto legislativo 267 del 2000.
Per quanto riguarda gli ex amministratori Safill srl - Alberto Baraldi, 60 anni, di Pietrasanta e Umberto Pera di 72 residente a Massarosa - e il geometra Fabio Giorgetti, 43 anni, di S. Marco, tecnico incaricato delle trattative con Chiari e Volpi e latore dei messaggi di Baraldi, l’accusa è di corruzione. Avrebbero dato o promesso al super assessore l’immobile per compiere atti contrari ai doveri d’ufficio. Inoltre è iscritta nel registro degli indagati anche la Safill srl in base alla legge sulla responsabilità degli enti. Cosa accadrà adesso? I legali degli indagati hanno venti giorni di tempo per presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione o presentarsi per sottoporsi all’interrogatorio. Già nei prossimi giorni gli avvocati entreranno in possesso di copia degli atti depositati in segreteria. Si tratta di cinque dischetti dove sono annotate intercettazioni telefoniche che vanno dal periodo settembre-ottobre sino a marzo. Oltre a copiosa documentazione cartacea.
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