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Lucca

Tanto fair-play ma la rivalità prevale

Tanto fair-play ma la rivalità prevale

I due contendenti non risparmiano colpi. E le rispettive claque sono ancora più agguerrite

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LUCCA. Informali. Gilet salmone e pantaloni grigio scuro Alessandro Tambellini, mise analoga ma di diversi colori Pietro Fazzi, che sceglie il carta da zucchero per il gilet e il nocciola per i pantaloni. Una specie di divisa: con gli stessi colori siamo stati abituati a vederli spesso in campagna elettorale.

Un po’ di nervosismo precedente al confronto. Seduti accanto, davanti al pubblico, tradiscono minimi segni di emozione. Fazzi con un movimento delle dita, Tambellini con un leggero rossore. Ma la tensione presto si stempera, ma non si stempera la sensazione di avere davanti l’avversario. Il confronto inizia e il discorso, per entrambi, diventa man mano più fluido.

Due politici navigati, di razza, che per la prima volta si trovano in un confronto diretto dove la posta in palio è la più alta nel governo cittadino: quella della poltrona di sindaco.

Il confronto è forte, contenuto nei toni, ma denso nella tensione emotiva. Le rispettive claque sono agguerrite, e non risparmiano né applausi al rispettivo beniamino, né fischi all’avversario.

Come due pugili consumati, entrambi sferrano ganci e incassano, mantenendo pressoché immobili i muscoli facciali. Persino nella stretta di mano finale, alla quale Fazzi confessa - ieri sera - di prestarsi meno volentieri di altre volte.

Su alcuni temi è più sciolto l’uno, su alcuni l’altro.

Uno spinoso, il futuro delle aziende partecipate. Entrambi i candidati a sindaco auspicano un beau geste dagli attuali vertici. E così Fazzi sostiene che «va reintrodotto il principio che ogni mandato di cda ha una durata stabilita. La cosa più corretta, da parte degli attuali cda, sarebbe di rimettere il mandato a disposizione della nuova amministrazione comunale. Occorre crescere, ci deve essere più condivisione dei problemi. Va preteso il massimo di trasparenza. Polis è una società che va chiusa».

Tambellini fa eco: «Nelle partecipate, il mandato dei cda deve coincidere con il mandato del del sindaco. Le partecipate che sono società per azioni devono essere trattate in un modo, quelle dipendenti dal Comune in un altro. Penso che alcune situazioni debbano essere ridimensionate. Il Polo fiere deve essere ben controllato e messo nella condizione di non nuocere più».

Altro tema spinoso, affrontato sulla scia di una domanda pervenuta a Il Tirreno direttamente da un lettore. Cosa farà la nuova amministrazione in materia di unioni civili?

La risposta di Fazzi non lascia adito a dubbi: niente registro delle unioni civili. Temi come questo, sostiene il candidato sindaco più votato dal centrodestra, «non vanno portati sul piano ideologico. Un’amministrazione comunale può individuare anche canali diversi, quando è necessario garantire l’uguaglianza. Per affrontare sereni questo tema occorre vederlo laicamente». Tambellini insiste sulle «politiche a sostegno della famiglia. E quanto a unioni di fatto e omosessuali, lo Stato deve prendere provvedimenti, tutelando il diritto di ognuno a esprimere se stesso. Debbono essere salvaguardati i diritti di fondo».

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