Il Tirreno

Lucca

Nessuno compra gli immobili dell’Asl

di Fabrizio Tonelli
Nessuno compra gli immobili dell’Asl

Da Maggiano alla Casina Rossa: non arrivano offerte e ora si attende che il Comune cambi la destinazione d’uso

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LUCCA. Vendere. E’ la parola d’ordine per mettere insieme i 23 milioni di euro che l’Asl deve restituire alla Regione come quota parte per la costruzione del nuovo ospedale a San Filippo. Ma in tempi di crisi economica, di incertezze finanziarie, di preoccupazioni per il futuro dell’economia, non è facile collocare sul mercato immobili di grandi dimensioni e per di più in condizioni fatiscenti.

Così l’Asl 2 si ritrova sulle spalle un patrimonio di cui farebbe volentieri a meno, un patrimonio composto da grandi contenitori, quali l’ex ospedale psichiatrico di Maggiano, quello di Arliano, il centro di Carraia e altri edifici che pur essendo in teoria più appetibili (la Casina Rossa in viale Marti, il distretto centro storico in via Mordini) non riescono comunque a trovare acquirenti. E a questi tra meno di due anni si aggiungerà anche una consistente porzione dell’attuale ospedale Campo di Marte, tutti quelli edifici che l’Asl non utilizzerà per le sue attività.

Le stime. Alienare tutti questi immobili rimpinguerebbe non poco le casse dell’Asl, viste le stime: si va dai 13 milioni di Maggiano, ai 3 di Arliano, dai 5 di Carraia ai 3,5 della Casina Rossa. E nel conto ovviamente dovrebbero essere messi anche i lotti più piccoli, fabbricati e terreni compresi: con i 450mila euro richiesti per l’appartamento in via Mordini e i 495mila dell’ex scuola elementare Ferretti a Bagni di Lucca.

L’asta deserta. Nessuna domanda è arrivata entro le ore 12 dell’11 novembre scorso all’ultima asta pubblica per cinque lotti promossa dall’azienda. Nessun interessamento si è concretizzato dopo quella data, nonostante l’Asl abbia cercato di svolgere opera di sensibilizzazione e nonostante qualche manifestazione di interesse che era arrivata attraverso alcuni professionisti. Solo l’ex ospedale tisiopneumologico di Carignano è stato ceduto. Per gli altri immobili al momento di stringere i pochi interlocutori si sono tirati indietro: sarà la crisi, saranno i prezzi, da qualcuno ritenuti troppo alti, sarà soprattutto l’incertezza sulla futura destinazione di questi immobili, fatto sta che le alienazioni sono ferme e prima o poi l’azienda sanitaria potrebbe essere chiamata dalla Regione Toscana a restituire le cifre che l’ente fiorentino ha anticipato e che l’Asl doveva recuperare proprio con le aste.

Confronto con i Comuni. I cambiamenti al vertice dell’Asl e quelli imminenti al Comune di Lucca hanno necessariamente imposto una pausa di riflessione. Ma sembra certo che non appena si sarà insediato il nuovo sindaco, quello delle alienazioni sarà uno dei primi tempi nell’agenda del direttore generale. Dal Comune può arrivare una mano importante per agevolare la vendita di questi complessi, soprattutto per quella che potrà essere la destinazione d’uso degli immobili più grandi. Se ne parlerà anche con la nuova amministrazione di Bagni di Lucca, visto che uno dei lotti da alienare ricade anche nel comune termale.

Le destinazioni d’uso. Cosa potrà essere fatto in questi edifici è il primo quesito che i potenziali acquirenti rivolgono ai responsabili dell’Asl. Ovviamente con il nuovo sindaco il tema delle strutture sanitarie potrebbe essere affrontato in tutta la sua complessità, con la presentazione di un vero e proprio piano che sarebbe incentrato sul riutilizzo del Campo di Marte, dopo che l’ospedale sarà trasferito a San Filippo. Questione non di poco conto alla luce del ruolo che i padiglioni del Campo di Marte potranno assumere. Non è nemmeno escluso che l’azienda sanitaria possa aver bisogno di più spazi rispetto a quelli preventivati inizialmente.

Il futuro del Campo di Marte. Ma che futuro avranno gli edifici che non saranno specificatamente dedicati ad attività sanitarie o comunque di pertinenza dell’Asl ? Al Campo di Marte l’Asl collocherà la sua sede amministrativa, lasciando finalmente il grande edificio di Monte San Quirico; e inoltre il distretto attualmente ubicato in viale Giusti e tutta un’altra serie di altri servizi, dall’ospedale di comunità al centro trasfusionale. E c’è sempre aperto il nodo della riabilitazione. Saranno occupate in linea di massima le strutture più moderne, l’attuale padiglione che oggi ospita la Medicina, quello di Malattie infettive, quello degli ambulatori della libera professione. Ma come detto è probabile che questi spazi non siano sufficienti, che dalla previsione iniziale di un terzo, l’Asl abbia bisogno di quasi il 50% delle strutture dell’attuale ospedale. L’altra metà dovrebbe essere messa in vendita e dovrà essere l’amministrazione comunale a decidere la sua destinazione, rendendola più o meno appetibile.

Ipotesi outlet per Maggiano. Lo stesso discorso vale per gli altri grandi complessi, come l’ex psichiatrico di Maggiano, davvero una cittadella per gli spazi a disposizione.

L’ipotesi da qualche parte suggerita di cambiare la destinazione d’uso dell’ex manicomio, superando i vari vincoli, con l’obiettivo di realizzarvi un grande centro outlet è sicuramente suggestiva e di grande presa, anche alla luce dell’indotto che potrebbe stimolare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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