Il Tirreno

Lucca

Urbanistica, c’è un’altra persona nei guai

di Luca Tronchetti
Urbanistica, c’è un’altra persona nei guai

Sulla presunta corruzione per la riqualificazione dell’ex Safill inviati via fax ai legali gli avvisi di conclusione delle indagini

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LUCCA. C’è una sesta indagata nell’inchiesta sulla presunta corruzione nell’ambito della riqualificazione dell’ex Safill oggi Antica Officina della latta. Si tratta di una dipendente del comune di Lucca collocata all’interno della segreteria generale. Per l’accusa avrebbe in qualche modo contribuito a redigere un falso verbale di una seduta di giunta. E proprio nel tardo pomeriggio di ieri via fax gli avvocati degli indagati hanno ammesso di aver ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini disposte dalla procura della Repubblica. Tanto che già da stamani si recheranno in cancelleria per prendere visione della documentazione legata all’inchiesta. Bocche cucite invece dall’ufficio requirente.

La vicenda. La procura contesta a vario titolo agli indagati i reati di corruzione e di falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Una nuova inchiesta sull’urbanistica con accuse di corruzione per manager privati e amministratori pubblici. Al centro il complesso industriale ex Safill che si affaccia sulla circonvallazione trasformato in uffici e negozi. E in particolare il parcheggio del complesso oggi denominato Antica Officina della Latta. Nel marzo 2011 con una delibera di giunta che viene portata alla discussione dal direttore generale il comune di Lucca rinuncia al diritto di usufrutto del parcheggio realizzato all’interno dell’ex Safill in base alla convenzione con la proprietà riconducibile alla famiglia Fontana, storici produttori dell’olio e titolari della Salov. La convenzione del 2004 prevede la realizzazione di un parcheggio di cui il Comune avrebbe avuto l’usufrutto per 27 anni: 130 posti auto. Posteggio realizzato dalla Safill srl. Il Comune prende in carico il parcheggio, ma un anno fa decide di rinunciare alla gestione degli stalli e concorda con la proprietà il pagamento in tre tranche di 400mila euro. Per la procura dietro questa operazione ci sarebbe l’ex assessore all’urbanistica Marco Chiari il cui studio professionale si trova all’interno del complesso ristrutturato. Il geometra ha contestato sin dall’inizio l’ipotesi accusatoria sostenendo che per lo studio professionale ha speso oltre 40mila euro e che, per contratto, tutti i beni rimangono acquisiti dalla proprietà ex Safill.

Gli indagati. Hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini gli avvocati Carlo Di Bugno, Salvatore Salidu, Gianfelice Cesaretti, Lodovica Giorgi e Maurizio Campo che difendono rispettivamente cinque dei sei indagati: l’ex super assessore della giunta Favilla, Marco Chiari; l’amministratore unico della società Safill srl, Alberto Baraldi; il direttore generale del Comune, Massimiliano Volpi; l’ex amministratore unico dell’Immobiliare Quattro spa, Umberto Pera e il geometra Giorgetti, tecnico della proprietà riconducibile alla famiglia Fontana. Non è certo se il legale della sesta indagata, la dipendente della segreteria del comune di Lucca, abbia ancora ricevuto la notifica o il fax dell’avviso di conclusione delle indagini. Tra l’altro - oltre alle persone fisiche - in base alla legge sulla responsabilità degli enti risulta indagata anche la società controllante la Safill srl.

Fonti di prova. Procura e carabinieri della pg ritengono di aver in mano elementi di prova necessari per chiedere al gup il rinvio a giudizio limitatamente a questo filone d’inchiesta sull’urbanistica. Oltre alle intercettazioni telefoniche gli inquirenti si sono avvalsi della perizia di un consulente tecnico nominato dal pm per stabilire l’esatto valore dell’usufrutto del parcheggio del complesso industriale affacciato su viale Giusti e le eventuali anomalie dell’accordo tra Comune e proprietà che rientra in possesso anticipato del parcheggio. Almeno uno degli indagati dell’inchiesta sull’Antica Officina della Latta sarebbe stato ascoltato come persona informata dei fatti sull’inchiesta «madre» legata al parco San Donato e allo stadio Porta Elisa. E c’è anche la testimonianza, ritenuta utile, di un ex componente la giunta comunale sentito a sommarie informazioni.

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