Il Tirreno

Lucca

Presto gli atti inviati al Comune

Presto gli atti inviati al Comune

Il complesso iter procedurale sul cambiamento di sesso ritarda i tempi di trasmissione della sentenza

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Entro pochi giorni gli atti della sentenza saranno trasmessi al Comune e così Serena potrà tornare ad esistere. Dopo l’articolo pubblicato nell’edizione di ieri dal nostro quotidiano qualcosa si sta muovendo. E il cambiamento di sesso avvenuto ormai da sette mesi potrà essere riconosciuto anche dalla burocrazia. Serena potrà uscire di casa esibendo la nuova carta d’identità, potrà cercarsi un lavoro e riuscire a sfruttare al meglio il diploma di parrucchiera. Ma il caso di Serena (nome di fantasia) non è l’unico. In tribunale sostengono che negli ultimi 3-4 anni ci sono stati un paio di casi di persone che hanno cambiato sesso e l’iter giudiziario per arrivare poi ad ottenere la sentenza che ordina al Comune di residenza di cambiare i dati anagrafici della persona sottoposta ad intervento chirurgico per il cambio del sesso.

I ritardi. Dopo l’operazione chirurgica avvenuta in un ospedale a Pietra Ligure nel mese di luglio la cartella clinica è stata inviata di nuovo al tribunale di Lucca che aveva emesso una prima sentenza per ottenere l’autorizzazione a cambiare sesso il 4 giugno 2011. Tribunale che doveva emettere un secondo provvedimento per imporre al Comune di cambiare i dati anagrafici della persona che da uomo è diventata donna. La pratica arriva alla volontaria giurisdizione. Ma vuoi a causa delle ferie giudiziarie (15 luglio-15 settembre), vuoi per problemi d’organico (recentemente c’è stato un pensionamento) il fascicolo viene sottoposto all’attenzione del tribunale ad ottobre 2011. E la rettificazione di attribuzione di sesso arriva con sentenza passata in giudicato a fine marzo 2012. Il secondo procedimento - quello intrapreso dopo l’operazione - ha lo scopo, accertato l’avvenuto cambiamento di sesso, di far ordinare al tribunale le rettifiche anagrafiche: dal cambiamento di nome alle variazioni all’atto di nascita da effettuarsi a cura dell’ufficiale di stato civile del comune di nascita. Se ci sono in ballo mogli o figli il ricorso va notificato anche a loro. Il ricorso, oltre a quanto allegato precedentemente in occasione della prima sentenza del tribunale per l’autorizzazione al trattamento sanitario obbligatorio, deve contenere la cartella clinica o l’attestazione medica, proveniente da strutture pubbliche, dell’effettivo adeguamento chirurgico. E se il giudice lo ritiene necessario per carenza di documentazione può disporre di una seconda perizia medico-legale

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze