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SAN GINESE

Ancora da completare la bonifica della discarica

Ancora da completare la bonifica della discarica

SAN GINESE. Mai portato a termine il recupero dell’area dell’ex discarica della Dogana. La denuncia arriva dal consigliere comunale del gruppo misto Nicola Lucchesi, che in paese risiede e che ha...

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SAN GINESE. Mai portato a termine il recupero dell’area dell’ex discarica della Dogana. La denuncia arriva dal consigliere comunale del gruppo misto Nicola Lucchesi, che in paese risiede e che ha seguito fin dall’inizio le operazioni di bonifica della più grande discarica mai rinvenuta nel Capannorese.

La discarica risaliva agli anni Ottanta quando, in un terreno privato, una ditta aveva scaricato per anni materiali di scarto derivanti dalla lavorazione delle scarpe, dei caschi per moto e molti altri rifiuti ancora. Una volta scoperto il reato, erano passati anni prima che si potesse dare inizio alla bonifica. I primi segnali erano stati dati dall’amministrazione Martinelli, ma la vera svolta era arrivata con il primo mandato Del Ghingaro e con l’assessore all’ambiente Eugenio Baronti, che aveva deciso di mettere a disposizione 185mila euro per i lavori. Gli interventi si sono protratti fino agli inizi del 2011, quando la bonifica è stata finalmente portata a termine, con la chiusura del quinto lotto. Solo durante quell’intervento, vennero dissotterrate e poi smaltite circa mille tonnellate di rifiuti. L’opera di bonifica prevedeva anche, oltre alla rimozione di tutto il materiale abbandonato, la sistemazione finale dell’area per garantirne la sicurezza, la stabilità delle scarpate e il suo recupero ambientale. «Al posto della discarica erano rimasti due laghetti artificiali – dice Lucchesi – che dovevano essere trasformati in invasi per l’antincendio, come stabilito dal progetto varato dall’assessore Baronti e ereditato dall’assessore Alessio Ciacci. L’area circostante i laghetti avrebbe dovuto essere risistemata, garantendo un totale recupero ambientale e paesaggistico, visto anche che la zona è una delle porte d’accesso al Padule del Bientina. Purtroppo, però, ad un anno dalla chiusura dei lavori, di quel recupero non c’è traccia. Anzi, l’area appare in stato di abbandono. I due invasi sono ancora circondati dalla rete arancione da cantiere, in alcuni tratti abbattuta dal peso dei rovi. Non sono stati tolti nemmeno i cartelli che indicavano il cantiere. Vorrei sapere se il finanziamento regionale è stato utilizzato interamente, o se ci sono ancora a disposizione soldi per il recupero. In ogni caso – conclude Lucchesi – non mi sembra opportuno lasciare l’area in quelle condizioni, soprattutto dopo l’enorme sforzo che è stato fatto per ripulirla». (a.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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