Sicurezza
La madre fu uccisa a coltellate lui viene condannato per rapina
Due anni e dieci mesi inflitti dal gup a Mirko Palumbo per il colpo nel negozio “Mencarino” Condanna più lieve per il complice che era incensurato e ottiene la sospensione della pena
CAPANNORI. Una vita segnata da lutti e da una difficile situazione familiare E ora una condanna e il carcere. Dove si trova recluso Mirko Palumbo, da poco maggiorenne, condannato dal giudice per le udienze prelimiari Spada Ricci (pm Ingangi) a 2 anni e 10 mesi e 1000 euro di multa per la rapina commessa il 29 febbraio nel negozio di abbigliamento “Mencarino” a Segromigno in PIano. Condannato anche l’altro autore del colpo, Alexander Belli, 19 anni, che ha preso 1 anno e 10 mesi e 600 euro di multa e ha avuto la sospensione della pena. Entrambi sono stati giudicati con il rito abbreviato che permette lo sconto di un terzo della pena.
Palumbo e Belli erano stati arrestati dai carabinieri di Lammari, coadiuvati dai colleghi del nucleo operativo. Pochi minuti dopo l’assalto al negozio. Era successo di sera, intorno alle 19, poco prima della chiusura del negozio.
Erano entrati con il volto coperto dai caschi dentro “Mencarino” dove era rimasta solo una giovane commessa, residente nella zona. Uno dei due si era avvicinato alla ragazza e, dopo averle puntato la pistola alla tempia, si era fatto consegnare il denaro presente nella cassa e la borsetta.
Mentre la giovane ancora sotto chock avvertiva le forze dell'ordine i malviventi fuggivano con un motorino rubato poche ore prima che veniva poi abbandonato a qualche centinaio di metri di distanza dal luogo della rapina, assieme alla borsetta. Questo ritrovamento aveva insospettito i carabinieri, che subito si erano messi a perlustrare la zona alla ricerca dei rapinatori.
Le quattro volanti dei militari avevano puntato verso le case popolari che si trovano lì di fronte e hanno trovato i due giovani all'interno di una cantina, con i soldi del colpo (circa 750 euro, ben nascosti nelle mutande) e un paio di occhiali da sole appartenenti alla vittima.
Portata in caserma la coppia aveva confessato il reato. Mirko Palumbo era già noto alle forze dell'ordine per alcuni precedenti. Belli è residente ad Altopascio e non aveva precedenti. La pistola usata per la rapina era in realtà una riproduzione a gas . «Ma poteva comunque finire peggio - aveva spiegato il capitano Lorenzo Angioni - I due erano determinati e pericolosi».
Palumbo vive una complicata familiare e ha di fronte un futuro che si annuncia complicato. La mamma Loretta Salemme era stata uccisa il 5 ottobre 2009 dal convivente Francesco Sabbatino, che ora ha 62 anni, accecato dalla gelosia. La donna, residente a Pieve San Paolo in un alloggio messo a disposizione dal comune di Capannori, lavorava come operaia in un calzaturificio. La vittima, 46 anni, era stata colpita con quattro coltellate una delle quali le aveva spaccato il cuore. All’epoca dell’omicidio il padre di Palumbo era in carcere.
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