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Lucca

Si fa arrestare e va in cella per evitare la moglie litigiosa

Si fa arrestare e va in cella per evitare la moglie litigiosa

Come in un film di Totò un uomo agli arresti domiciliari per furto evade stanco delle scenate della consorte e vuol tornare in carcere. Ma meno di 24 ore dopo il giudice lo scarcera

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Meglio il carcere che passare tutto il giorno in casa con la moglie tra litigi e scenate di gelosia. Così - come nel film di Roberto Rossellini «Dov’è la Libertà?» con Totò nei panni di un barbiere uxoricida - il detenuto agli arresti domiciliari prepara armi e bagagli e a piedi s’incammina alla stazione dei carabinieri. I militari lo arrestano per il reato di evasione. Sa bene che non può uscire di casa e per ogni esigenza, tramite il suo avvocato, deve chiedere un permesso. Ma non la fa proprio per finire in cella e liberarsi delle scenate, degli isterismi e spesso anche delle botte della moglie. I carabinieri restano attoniti nel vederlo arrivare in caserma con la valigia in mano piena di effetti personali. Ma la legge è legge e viene avvertito il magistrato di turno. Ma la lontananza dall’amata consorte non dura neanche 24 ore. Il tempo al giudice Riccardo Nerucci di convalidare l’arresto, ma di rispedire il detenuto ai domiciliari. A casa con la compagna da cui voleva allontanarsi. La donna però pare pentita. A verbale fa mettere di essere disposta a riprenderlo nel focolare domestico dove si renderà utile ad accudire i figli piccoli. D’altronde come recita un vecchio refrain di un motivetto degli anni Settanta eseguito nella sitcom musicale «Signore e Signora» «L’amore non è bello se non è litigarello».

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