Il Tirreno

Lucca

Piove in casa, minaccia un’occupazione

di Paola Taddeucci
Piove in casa, minaccia un’occupazione

Protesta in una casa popolare per i continui disagi, chiamano Comune, Erp e vigili del fuoco. Forse lunedì una soluzione

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LUCCA. Alla fine qualcosa ha ottenuto. Non un'altra casa popolare subito, come avrebbe voluto perché la sua è intrisa di acqua, piena di crepe e con il soffitto che casca, ma l'impegno a trovare una soluzione.

Un'assicurazione che le ha dato al telefono Francesco Franceschini, presidente dell'Erp (l'ente che gestisce l'edilizia residenziale pubblica) che lunedì si recherà personalmente da lei insieme al geometra dell'ente.

È finita così, con una mezza vittoria a suo favore, la battaglia di Ilaria Moncini per un'abitazione decente. Ieri la donna, 45 anni, disoccupata, due figlie di 15 e 7 anni, ha minacciato di occupare una delle case vicine. Intenzione soltanto temporaneamente accantonata «perché – dice – io voglio difendere un mio diritto. Ringrazio il presidente dell'Erp per la sua disponibilità. Ha promesso che farà tutto il possibile per aiutarmi, spero che sarà realmente possibile. Aspetto lunedì».

La signora Moncini, che è separata dal marito, abita con le due figlie al secondo e ultimo piano di una palazzina in via delle Pierone a San Vito di proprietà del Comune e in gestione all'Erp. Un appartamento piccolo, composto da tre locali - cucina-tinello-sala, bagno e camera – che le è stato assegnato e per il quale paga un canone sociale di 13 euro al mese. Nella casa ci piove perché il tetto è rotto e non è ancora stato riparato. Ormai è più di un anno. E, con il passare del tempo, le infiltrazioni hanno causato danni evidenti, con i pezzi d'intonaco che si staccano dal soffitto. E' stata una caduta più consistente delle altre, l'altra notte, a portare all'esasperazione la signora Moncini.

«Non abbiamo mai dormito – racconta – perché è cominciato a venire giù di tutto, sia in camera sia nella sala. Come facciamo a stare in un tugurio del genere, con pezzi di intonaco dappertutto, nel letto, in terra e cucina tra il mangiare? E poi ho paura, perché in camera è comparsa una crepa che prima non c'era».

Ma già il 25 aprile scorso era successo qualcosa di più grave rispetto all'ordinario. La signora Moncini era fuori Lucca, mentre le due figlie erano con il padre. La più grande si è recata a casa per accudire la gattina e, nell'aprire la porta, ha trovato l'appartamento invaso dall'acqua. «Un disastro – riferisce la madre, che fu subito avvertita -. Mia figlia cercò di rimediare asciugando tutto il più possibile. Per fortuna che non c'eravamo perché non potevamo nemmeno dormire visto che il materasso era completamente bagnato».

In seguito a quell'episodio la figlia chiamò subito i vigili del fuoco, che effettuarono un sopralluogo. Successivamente visitarono la casa anche i tecnici del Comune e dell'Erp. «Mi fu detto – racconta la signora Ilaria – che avrebbero trovato una soluzione e non esclusero l'assegnazione di un'altra casa. Ma poi non ho saputo più niente. Tre giorni fa si è presentato un muratore che è salito sul tetto e deve aver smosso qualcosa tanto che la notte c'è cascato addosso tutto e le pareti si sono intrise ancora d'acqua perché ci deve essere un ristagno. Ora non ce la faccio più». Ieri mattina la signora Moncini ha chiamato i vigili del fuoco, il Comune, l'Erp. I primi ad arrivare sono stati i pompieri, con una squadra di cinque persone, che sono saliti sul tetto e hanno effettuato un ulteriore sopralluogo, inviando subito il resoconto agli uffici comunali. Hanno poi atteso – quasi un'ora - che arrivasse sul posto il geometra del Comune, il quale però, nonostante la massima disponibilità, non ha potuto fare altro che rimandare la questione a lunedì, promettendo l'interessamento e il coinvolgimento dell'Erp. Stesso discorso per l'assistente sociale, che si è fatta viva telefonicamente. Alla fine l'impegno di Franceschini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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