Finanza
Indagata per l’alunno caduto
L’insegnate rischia l’accusa di omessa vigilanza, intanto migliora il dodicenne precipitato dalle Mura
LUCCA. Sta meglio lo studente di una scuola media di Borgosesia ricoverato nel reparto di ortopedia dell’ospedale Campo di Marte per la frattura bilaterale dei calcagni e quella della tibia sinistra. Il ragazzo, dodici anni, se la caverà in 40 giorni. Ma quell’improvvisata partita di calcio sulle Mura urbane poco prima delle 20 di mercoledì potrebbe costare all’insegnante della scuola media del vercellese che accompagnava la comitiva di studenti l’iscrizione nel registro degli indagati per omesso controllo. Se i genitori del minorenne presenteranno, o lo hanno già fatto, denuncia-querela al posto di polizia dell’ospedale. Al momento si tratta soltanto di un’ipotesi che potrebbe anche, al termine dei necessari accertamenti disposti dalla polizia municipale, portare ad un nulla di fatto. Sul piano civile invece l’insegnante dovrà rispondere di omessa vigilanza su un minore di 14 anni. E dovrà dimostrare di non aver potuto impedire il fatto pur operando con la massima diligenza e il massimo scrupolo. Sgombrando il campo a qualsiasi ipotesi legata al nesso di causalità. L’insegnante avrebbe dovuto impedire agli alunni di avvicinarsi ai parapetti e ancor peggio di giocare a pallone in punti di estrema pericolosità perché posti a otto-dieci metri d’altezza. Sul piano penale - trattandosi di un reato colposo e non doloso - l’omissione di controllo al di là della gravità dell’evento lesivo diventa penalmente rilevante soltanto a querela di parte. La polizia municipale tuttavia ha redatto un rapporto sulla vicenda e sentito alcuni testimoni. E anche il posto fisso di polizia è al corrente dell’episodio è sta effettuando gli accertamenti previsti dalla legge.
Sullo sfondo restano i rischi per tutori, accompagnatori, docenti e personale scolastico pubblico riguardo alle gite con alunni minori di 18 anni o, peggio ancora, info quattordicenni. Anche in caso di risarcimento del danno. Perché è vero che a pagare è il ministero della pubblica istruzione, ma in caso di condanna lo Stato si rivale direttamente sul dipendente statale (insegnante o incaricato di vigilare sugli alunni). Anche nel caso in cui uno studente causi un danno a un compagno, il docente che ha contravvenuto al proprio obbligo di vigilanza sarà responsabile per colpa: non voleva il verificarsi dell’evento, ma l’inosservanza della sorveglianza ha contribuito a causare l’evento dannoso. E quindi comprensibile una certa riottosità da parte del corpo insegnante a partecipare a gite scolastiche - specie quelle che durano più giorni - in considerazione della responsabilità civile e penale a cui rischia di andare incontro in caso di incidenti con danni e lesioni permanenti agli alunni posti sotto la loro tutela. Massima attenzione quindi alla sicurezza dei luoghi da visitare. Il dovere del personale scolastico è quello di porre in essere tutte le precauzioni possibili per scongiurare, nel limite della prevedibilità, un qualsiasi evento lesivo per gli alunni.
E in certi casi la miglior garanzia è l’esperienza del corpo docente consolidata con anni di servizio. (l.t.)
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