La manifestazione
I resti del pranzo? Si portano a casa
Iniziativa della trattoria di Casoli: «Il cibo non va sprecato e i clienti accettano di buon grado il nostro suggerimento»
CASOLI. Viene da Casoli, un piccolo paese della montagna di Bagni di Lucca, l'invito a recuperare gli avanzi di cibo, e precisamente da Marina Freddi, che dal 2008 ha rilevato e ristrutturato gli ambienti della vecchia scuola, già adibita a piccolo spaccio, realizzando un nuovo bar ed una trattoria tipica ben attrezzata.
«Sarà perché qui abbiamo molti clienti stranieri - dice Marina - che non si vergognano di portare a casa quello che resta del pranzo, anzi per molti di loro è pratica diffusa che viene considerata addirittura come indice di sobrietà e consapevolezza. In un primo momento ho avuto dei problemi a proporre questa possibilità agli italiani, perché metodo da noi quasi sconosciuto e che provoca un senso di vergogna. Poi mi sono resa conto che vincendo i primi momenti di imbarazzo e forse a causa della crisi, sono sempre di più quelli che accettano di buon grado».
E' così che la pratica di venir via dal ristorante con l'involucro di avanzi di cibo chiamato "Doggy Bag" può diventare quasi una moda.
Chiamandola così poi si può far finta che gli avanzi di cibo siano per il cane, in effetti invece si possono benissimo consumare anche dagli umani, così come si fa in casa propria.
«Con questo metodo spero di dare un contributo per un consumo consapevole e sostenibile soprattutto in questo momento di crisi - continua la ristoratrice -: io personalmente suggerisco ai clienti di portare a casa quello che rimane sul vassoio, considerando che le porzioni sono molto abbondanti, ma anche per le bibite mi comporto nello stesso modo. Ad esempio se rimane il vino o l'acqua nelle bottiglie invito a portarle a casa».
Anche se questa è una pratica che stanno utilizzando altri ristoratori nella zona, probabilmente non si può ancora parlare di "Ristoranti a rifiuti zero".
Certo è che la pratica del "Doggy Bag" sta facendo capire che il cibo non va sprecato, non va buttato via, non deve servire ad ingrossare i volumi già enormi di spazzatura, anzi, deve servire come incentivo ad uno sviluppo consapevole e anti-spreco.
La pratica di portare a casa vivande e vino (ma anche acqua) non consumato al tavolo del ristorante è molto diffusa nel Nord Europa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
