Il Tirreno

Lucca

Monteriso: «Mai visto un euro dal Comune»

La ricostruzione della famiglia sulla vicenda della casa da demolire per far passare una strada

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LUCCA. Mai visto, nè chiesto, un euro dal Comune. E la famiglia Monteriso si è rivolta al tribunale solo per non vedersi «demolire la proprietà senza aver percepito alcun indennizzo». Così l’avvocato Fabrizio Seregni, legale di Lea Fontana Monteriso, Massimo e Andrea Monteriso sintetizza il contenzioso sorto con l’amministrazione comunale che per anni ha tentato di costruire una strada demolendo la casa dei suoi clienti.

Il 13 giugno 2005 «dopo un primo decreto di occupazione d’urgenza - ricostruisce il legale - i Monteriso sono stati costretti ad accettare un accordo con il Comune con il quale si prevedeva di affidare a un collegio tecnico la determinazione definitiva dell’indennità dei beni oggetto di esproprio». Nell’accordo - prosegue il legale - si prevedeva anche che «stanti le difficoltà conseguenti al rilascio dell’abitazione e gli oneri connessi al reperimento immediato di altra sistenazione, il Comune avrebbe liquidato in tempi rapidi “un congruo acconto sulla indennità di esproprio, quanto meno pari all’80% degli importi determinati a titolo provvisorio. Inoltre, sarebbe stato individuato un “congruo termine per il rilascio dei beni occupati, considerate anche le precarie condizioni di salute di Lea Fontana Monteriso». Il 12 luglio 2005, il Comune, però - sottolinea l’avvocato - non aveva ancora pagato l’acconto. E il 26 luglio emetteva un ulteriore decreto di occupazione d’urgenza. il 15 novembre 2005 il collegio peritale determinava l’indennità di esproprio in 1.230.000 euro «ma il Comune - riprende il legale - per sottrarsi al pagamento, impugnava in appello la perizia». Il 9 giugno 2008, il perito nominato dalla corte d’appello «sanciva in 1.640.000 euro la somma dovuta ai Monteriso. Alla fine - conclude il legale - il Comune ha notificato ai Monteriso 5 decreti di occupazione d’urgenza che recavano queste indennità: 363.420 euro per la casa, gli annessi e il terreno di pertinenza; 16.629,14 euro per i terreni; 15.000 euro per manufatti esistenti sui terreni. E questo ha costretto la famiglia Monteriso a impugnare i decreti, mentre un’ anziana vedova e gravemente malata è stata fatta finire per strada».

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