Sicurezza
Tambellini: «Così farò rinascere la città»
In cento giorni il piano strutturale, un patto per la scuola e una macchina comunale al servizio della gente
LUCCA. L’arroccamento su posizioni di retroguardia, l’isolamento, la mancanza di dialogo con gli altri enti, dai comuni limitrofi all’Asl e alla Regione, quanto male hanno fatto alla città. Quante occasioni perse, quante possibilità di sviluppo sprecate, quanti ritardi da colmare per gli anni in cui le amministrazioni Fazzi e Favilla hanno retto le sorti del governo locale.
L’impresa che attende il candidato sindaco Alessandro Tambellini sembra titanica, l’elenco delle cose da fare infinito: dalla mobilità alla scuola, dalla solidarietà al piano strutturale, dalla riorganizzazione della macchina comunale alle politiche per lo sport e per i giovani.
Il sindaco in pectore, il candidato che va al ballottaggio con Pietro Fazzi forte di un 30% di vantaggio, più che fare proclami, spiega quelle che saranno le linee principali su cui intende muoversi per risollevare la città, per smentire con i fatti e non con le parole che «tutti sono uguali e tanto non cambierà niente».
Trasparenza e partecipazione. Tambellini riafferma i capisaldi della sua campagna elettorale. «Ho fatto quasi 10mila chilometri in Vespa - racconta - andando anche casa per casa. La nostra faccia ce l’abbiamo messa, ora punto alla valorizzazione del merito e delle competenze, sia nella giunta che nelle società, con una periodica verifica del mandato».
Il Movimento 5 stelle. «Alcuni dei temi che portano avanti li avevamo fatti nostri in tempi non sospetti, come il taglio dei costi della politica, tanto per fare un esempio. Credo che su tanti aspetti si possa avere una visione comune».
La solidarietà. «Va creata una rete per la quale nessuno possa sentirsi solo. Ci sono grandi energie in città, il volontariato, l’associazionismo, la disponibilità della gente. Il Comune deve coordinare queste forze.Ma solidarietà significa anche collegamento con tutti gli enti per realizzazre quello che serve al territorio. Un esempio:nel campo del turismo Lucca, Pisa e la Versilia mettono insieme una massa critica paragonabile a Ven ezia».
Il Campo di Marte. «Non faremo i nuovi Gigli nell’area ospedaliera. Quando l’ospedale sarà trasferito a San Filippo, utilizzeremo una parte del Campo di Marte per le necessità dell’Asl, dalla sede amministrativa, all’ospedale di comunità, alla riabilitazione. Ma potremmo anche pensare a ospitare un polo di tecnologie legate alla medicina, alla ricerca biomedica. Sarebbe una grande operazione per Lucca, in ogni caso la destinazione del complesso resterà pubblica».
Il piano strutturale. «Metteremo mano subito al nuovo piano strutturale, ci sarà un dialogo con i professionisti, le categorie, i cittadini. Punteremo sulla qualità degli interventi e sui servizi. Pensiamo solo ai mercati, in Pulia e al Carmine. Credo che un anno possa bastare».
La scuola. «Si è persa fino a oggi l’occasione di rimodulare il sistema scolastico che deve essere un mondo aperto. Da qui la necessità di un patto per la scuola, da portare avanti con tutte le componenti della società, per migliorare l’offerta e l’organizzazione».
La macchina comunale. «Il Comune dovrà essere in grado di dare risposte in tempi brevi, dovrà essere capace di dire sì o no in base a strumenti chiari e semplici. Questo sarà un vantaggio per tutti, anche per le imprese. Un Comune aperto, disponibile, chiaro nei comportamenti, equo verso tutti i cittadini e al servizio della gente».
La mobilità. «Bisogna avere il coraggio di affrontare vie nuove, come il trasporto pubblico, e dire parole definitive sulla questione delle nuove strade. Se sarò eletto, non siglerò accordi barzelletta, o si va avanti cercando fondi o altrimenti non sono disponibile a sottoscrivere progetti che non vengono attuati».
I rifiuti. «La nostra linea è chiara, bisogna produrre meno scarti e abbiamo un atteggiamento aperto, siamo disposti ad apprendere dagli altri».
Sport e cultura. «Lo sport riguarda l’intera società e merita grande attenzione. Per la cultura ripartiamo dal basso, dalle associazioni che operano sul territorio, da quello che funziona. Poi abbiamo grandi problemi con il Giglio, c’è la questione della valorizzazione del Boccherini e quella della risorsa fumetti».
I giovani. «E’ la fascia che soffre di più, non solo per la mancanza di spazi, ma per l’assenza di opportunità di lavoro. Il Comune farà la sua parte, in modo indiretto cercando di mettere insieme offerte per i giovani e diretto con assunzioni: avremo bisogno di formare nuovi professionisti per l’attività pubblica».
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