Il Tirreno

Lucca

Chiese nel mirino, furto in Cattedrale vandali in S. Paolino

di Domenico Tani
Chiese nel mirino, furto in Cattedrale vandali in S. Paolino

In duomo rubata la pisside con le ostie, poi ritrovata Don Banducci: «Sfondata la teca che custodisce gli oli santi»

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LUCCA. Furto sacrilego a segno nella cattedrale di San Martino. Eludendo la sorveglianza nel transetto sud della cattedrale, dove è collocato l'altare del SS. Sacramento, al mattino presto un uomo si è avvicinato al tabernacolo ed è riuscito a impossessarsi della pisside con le ostie consacrate. Poi si è dileguato senza essere visto dal personale preposto alla sicurezza. A dare l'allarme è stato il rettore della cattedrale monsignor Giampiero Bachini che si stava preparando per celebrare la Messa delle 9.

E' stato dato subito l'allarme e in duomo sono arrivate alcune volanti della polizia e gli uomini della Digos per raccogliere le prime informazioni sull'accaduto. Nel frattempo una signora ha avvertito di avere rinvenuto le ostie consacrate all'interno di una fioriera in via del Battistero. Monsignor Bachini ha provveduto a recuperare le particole consacrate. Poco dopo nella Cappella del SS. Sacramento si è tenuto un momento di preghiera di riparazione alla quale hanno partecipato diversi fedeli.

Gli inquirenti sono propensi a credere che si sia trattato del un gesto di un ladro o di uno squilibrato, ma a parte il gesto sacrilego la pisside rubata è di pochissimo valore.

In passato sempre nella chiesa cattedrale ci sono stati alcuni furti di elemosine.

L’episodio più grave il 3 maggio del 2007 quando un turista leccese fu arrestato per rapina dopo aver aver aggredito un sacrestano intervenuto per impedire che venissero rubate le offerte dei fedeli.

Il problema della sicurezza nelle chiese cittadine è da tempo al centro di dibattiti e discussioni da parte degli organi competenti e in molti casi sono stati installati sistemi di sicurezza. Sull'argomento interviene don Agostino Banducci, parroco del centro storico, che denuncia un altro grave fatto sacrilego avvenuto nel pomeriggio di martedì nella chiesa di San Paolino. Sconosciuti, dice don Agostino, hanno sfondato la teca dove sono custoditi gli oli santi spostando tutti gli oggetti sacri. Senza però rubare nulla. "E’ un continuo di piccoli atti di vandalismo - dice don Agostino - hanno scassina un inginocchiatoio di legno gettando per terra vecchie immagini sacre. Rotte alcune porte per non parlare della cassette delle elemosine che sono il bersaglio continuo di ladruncoli in tutte le chiese. L’aspetto più vergognoso - incalza il parroco della città - è lo stato di degrado che la notte regna intorno alla chiesa di San Paolino. La scalinata che si affaccia sulla strada al mattino è in uno stato pietoso. Bottiglie di birra e vino lasciate sugli scalini insieme a carte e cartoni intrise di olio, cicche di sigarette e molta altra sporcizia. La situazione va ancor peggio nei due vicoli di fianco alla chiesa: vicolo Croce di Malta e San Pierino, veri e propri vespasiani a cielo aperto con ogni genere di sporcizia. E tutto questo accade nel centro storico nell'indifferenza totale».

«I cittadini dovrebbero capire che le chiese non appartengono ai preti - tuona don Agostino - ma sono di tutta la comunità. Dei cattolici e non. Le chiese non sono solo luoghi di culto, ma monumenti di grandissimo valore artistico e storico. E' per questo motivo che vorrei tanto vedere un sussulto di orgoglio da parte della comunità cattolica prima e al momento stesso di tutta la comunità cittadina. Sarebbe bello che ognuno nelle sue possibilità avesse un occhio di attenzione per questo bellissimo centro storico che non è fatto solo di chiese ma anche di molti palazzi e monumenti che il mondo ci invidia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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