Il Tirreno

Lucca

TissArredamenti chiude a casa 14 dipendenti

di Barbara Antoni
TissArredamenti chiude a casa 14 dipendenti

Cessa l’attività la ditta di Carraia produceva arredi per bar e pasticcerie Ai lavoratori l’indennità di disoccupazione, che cesserà fra nove mesi

2 MINUTI DI LETTURA





CAPANNORI. In liquidazione la TissArredamenti di Carraia, nel Capannorese, azienda con quattordici dipendenti. «L’azienda cessa l’attività del tutto - dice preoccupato il segretario provinciale della Fiom Massimo Braccini -. Per tutti questa risoluzione è stata un fulmine a ciel sereno - continua -. L’azienda stava attraversando un periodo di cassa integrazione: tredici settimane in tutto, ma senza coinvolgere nemmeno tutto il personale. Un periodo analogo lo aveva attraversato l’anno scorso, ma sembrava un momento di difficoltà ampiamente superato. Purtroppo la mancanza di commesse e il rapporto tra costi e ricavi ha finito per mettere definitivamente in crisi l’azienda».

Oltretutto, commenta sempre il segretario provinciale della Fiom, «TissArredamenti è un’azienda dal nome consolidato, che opera nel settore della costruzione di arredi per bar e pasticcerie. Inizialmente si chiamava Rossi 2 e aveva sede a Guamo. Poi passò a un’altra proprietà, che la rilevò come Geostandard. Da circa cinque anni a questa parte era subentrata la società con cui l’azienda aveva assunto la ragione sociale di TissArredamenti. Purtroppo un’altra vittima di questo terribile momento, in cui tante piccole imprese vengono definitivamente schiacciate anche dalle difficoltà a ottenere credito dalle banche. Nel caso specifico, il fatto è che anche nella ristorazione c’è sempre più concorrenza e molti locali chiudono».

Sfortuna nella sfortuna per i quattordici dipendenti della Tiss. «Trattandosi di un’azienda con meno di quindici addetti - spiega ancora il sindacalista -, con la liquidazione della stessa, ai dipendenti non spetta la mobilità retribuita. Infatti passeranno direttamente alla disoccupazione: un periodo di nove mesi durante i quali potranno percepire un’indennità pari al 60 per cento del loro stipendio. Potranno iscriversi nelle liste di mobilità, perché questo potrà agevolare l’eventuale assunzione da parte di una nuova ditta. Passati i nove mesi, però, se non avranno trovato un’altra occupazione, saranno scoperti da qualsiasi sostegno».

Braccini annuncia che quanto prima prenderà contatti con la proprietà (anche da noi cercata, ieri, ma al centralino dell’azienda non rispondeva nessuno), anche per «sondare il campo, capire con precisione i termini della crisi. Vorremmo provare a capire se ci sono in zona aziende disposte a rilevare la Tiss»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze