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Maxi bollette al cliente ma il contratto non era chiaro

La società multi utility che erogava servizi di telefonia, energia elettrica e gas prometteva vantaggi e risparmi se la società finanziaria contattata avesse stipulato contratto con lei

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LUCCA. La società multi utility che erogava servizi di telefonia, energia elettrica e gas prometteva vantaggi e risparmi se la società finanziaria contattata avesse stipulato contratto con lei.

Invece, una volta attivato il contratto e giunte le prime fatture, la finanziaria neo cliente è andata in tilt: obblighi a pagare per 3.708,97 euro, per il periodo dall’8 dicembre 2011 all’8 marzo 2012. Il neo utente ha fatto reclamo tramite il servizio clienti, contestando l’elevato importo delle fatture, poi pagate con addebito sul conto corrente. Ma la società cliente si è rivolta anche a Federconsumatori. Che, come spiega il suo presidente Fabio Coppolella, «dopo aver ricevuto formale incarico ha proposto reclamo al gestore, non ravvisando i necessari elementi di trasparenza della proposta contrattuale. In proposito, la normativa vigente (delibera 104/2010 autorità energia elettrica e gas e decreto legislativo 259/2003 Codice delle comunicazioni elettroniche), prevede che, al momento della proposta e comunque prima dell’attivazione del servizio, il gestore deve provvedere alla consegna della copia integrale del contratto. Abbiamo chiesto la risoluzione del rapporto e l'annullamento delle fatture emesse o da emettere, fino alla data di effettiva risoluzione, oltre al rimborso delle somme finora corrisposte dalla società». Finora sono state stornate fatture per 603,40 euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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