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Lucca

Gli elettori premiano sempre più la persona

Gli elettori premiano sempre più la persona

Solo Favilla e Angelini portano a casa meno voti di quelli conquistati dalle liste collegate

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LUCCA. Prima della politica, la persona. L’orientamento degli elettori nella scelta del candidato sindaco preferito, segue in modo sempre più marcato questo indirizzo. La vittoria del personalismo, della fiducia in un candidato, e - dall’altra parte - la sconfitta delle istanze della politica.

I numeri raccontano questo. Lo evidenziavano 5 anni fa, nel 2007, quando - al primo turno - Mauro Favilla superò di sei punti Andrea Tagliasacchi: Favilla portò a casa 23.403 voti, 1.644 in più dei 21.759 delle liste a lui collegate. Fenomeno che fu ancora più caratterizzante per Tagliasacchi, al 42,79% dei consensi con 20.851 voti, addirittura 2.397 in più rispetto ai 18.454 delle liste a lui collegate.

Un dato che oggi spicca in maniera più forte. Ad esempio per Alessandro Tambellini, candidato dello schieramento di centrosinistra: per lui (con un calo di circa 8mila elettori ai seggi rispetto a cinque anni fa, per dirla con le percentuali circa il 12 per cento) 19.191 voti, addirittura 3.583 più di quelli raccolti complessivamente dalle liste a lui collegate (16.318). Ed è il candidato con le maggiori possibilità, con il ballottaggio, di diventare sindaco.

E anche i suoi avversari, seppure con una differenze cospicua di consensi, dove non portano a casa più voti di quelli assegnati alle liste collegate (vedi Luca Leone con 659 voti personali in più a quelli della sua lista, Pietro Fazzi, 933 voti personali in più rispetto al totale delle sue liste, ma anche la candidata dei grillini Daniela Rosellini, 693 voti in più della sua unica lista), significa che hanno già incassato una sconfitta personale. Come Mauro Favilla, i cui voti (6.014) sono cinquanta in meno rispetto a quelli delle liste collegate (6.064). O come Piero Angelini: 1.387 voti come sindaco contro i 1.499 delle liste collegate.

Vero è che questa tornata elettorale, oltre che il personalismo del voto, ha un altro grande protagonista: la débacle del centrodestra, minato da una frammentazione ionterna che altro non poteva lasciare immaginare. Anche qui i numeri non lasciano adito a dubbi: il totale dei voti dei suoi maggiori esponenti (Fazzi, Favilla, Leone, Dinelli), pari a 15.741, non scalfisce minimamente il primato personale di Tambellini (19.191).

Barbara Antoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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