Il Tirreno

Lucca

Consiglio rinnovato: al debutto quasi due terzi degli eletti

Conquistano seggi le liste civiche: quella di Tambellini diventa il secondo partito; Udc e Pdl ormai inesistenti

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LUCCA. Cambia fisionomia il consiglio comunale. Il terremoto elettorale si sposta dalle urne ai seggi di palazzo Santini, dove solo una dozzina di posti viene occupata da consiglieri o ex assessori usciti dall’esperienza appena conclusa. Sparisce o quasi l’Udc, nonostante riesca a conquistare il ballottaggio con il candidato (ex outsider) Pietro Fazzi. E anche il centrodestra viene quasi spazzato via. Lasciando sul campo, vittime eccellenti, a cominciare dagli assessori uscenti Maurizio Dinelli, Moreno Bruni e Letizia Bandoni.

Certo, nei cambiamenti incide anche la scelta del governo centrale di portare da 40 a 32 i consiglieri comunali. Ma la verità è che gli ex partiti di Forza Italia e An sono stati spazzati via dalle liste civiche di area che appoggiavano sia Fazzi sia lo stesso sindaco uscente, Mauro Favilla. Nell’ipotesi peggiore per il centrodestra che al ballottaggio vinca Alessandro Tambellini, infatti, il Pdl avrà due seggi, gli stessi che toccano a due liste civiche (uno a testa) volute da Favilla. Il quale, in piena disfatta, vanta, però, un primato sul concorrente diretto Fazzi, che gli ha soffiato il ballottaggio sotto il naso: un voto di coalizione più alto, grazie al contributo di 5 liste. E, quindi, in caso di vittoria di Tambellini, la coalizione del sindaco uscente avrà 1 consigliere in più del candidato di centrodestra arrivato al secondo turno.

Per il Pdl la consolazione è magra. Cinque anni fa, con la vittoria di Favilla, aveva un bottino di 19 consiglieri fra Forza Italia (9), An (6) e Udc (4). Oggi, oltre ad accontentarsi di pochi seggi, deve rinunciare alla presenza in consiglio comunale di persone di esperienza come il presidente uscente, Franco Fabbri. O deve accettare di vedere eletti nelle file di liste concorrenti alcuni consiglieri come l’ex capogruppo Lido Fava o Nicola Buchignani che sono passati con Fazzi proprio quando il Pdl ha deciso di ricandidare Favilla. Lo stesso fenomeno di migrazione investe l’Udc che, in caso di vittoria di Tambellini, piazzerà solo un consigliere a palazzo Santini, l’assessore uscente Antonino Azzarà che, anche nel mandato appena concluso, non si è certo distinto per progettualità. Eppure ha ottenuto moltissime preferenze, confermandosi una certezza (come collettore di voti) per l’Udc che ha assistito all’elezione di un suo ex uomo, il vicesindaco uscente Angelo Monticelli, in una lista civica pro Favilla.

Peggio, invece, va a Governare Lucca, che con Favilla vincitore aveva portato a palazzo Santini 5 consiglieri e oggi, a mala pena, riesce a far eleggere il suo leader, Piero Angelini che potrebbe anche dimettersi dopo un primo periodo di rodaggio per lasciare il posto a un giovane.

Quanto al centrosinistra, è da ribadire che la lista civica che sostiene Tambellini diventa il secondo partito dopo il Pd e, comunque, vada, riuscirà ad occupare alcuni seggi in consiglio comunale, a differenza di Idv, Sel e Federazione della sinistra che per fare il proprio ingresso a palazzo Santini o per mantenere il posto devono puntare sulla vittoria al ballottaggio di Tambellini.

Chi, invece, non avrà problemi di rappresentanza è il movimento Cinque stelle: un seggio o due sono assicurati, indipendente da chi venga eletto sindaco. Un risultato importante per una lista inesistente fino a pochi mesi fa.

Ilaria Bonuccelli

Alessandro Petrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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