Il Tirreno

Lucca

Centro inaccessibile, i negozi vanno in crisi

di Barbara Antoni
Centro inaccessibile, i negozi vanno in crisi

Il caso Pesi e Vinci emblematico, per le categorie, di problemi cronici della città L’allarme: il commercio è sempre più a rischio, sempre più lavoratori a casa

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LUCCA. «Non mi sorprende appredere che ci sono nuovi negozi del centro storico in crisi. Da anni le associazioni di categoria lanciano ripetutamente allarmi, anche a mezzo stampa, preoccupate per il centro storico afflitto da una crisi generale e profonda. Purtroppo il problema è stato affrontato con superficialità, e le decisioni prese dalle amministrazioni per il centro hanno gravato su una situazione già precaria. È sempre più frequente il ricorso dei negozi alla cassa integrazione per i dipendenti, non ci sono più assunzioni. E lavoratori a casa o inattivi significa famiglie in difficoltà. Chiunque amministrerà la città, non dovrà prendere il problema di sottogamba. Ormai si va avanti solo con il turismo».

Una dichiarazione accorata quella di Giovanni Martini, presidente della commissione centro storico di Ascom. Molto dispiaciuto, peraltro, di apprendere della situazione debitoria che ha costretto un negozio storico (la boutique Pesi e Vinci in piazza Bernardini) a presentare in tribunale istanza di concordato preventivo. Una situazione in cui il negozio è sprofondato, è scritto nelle carte giudiziarie, anche per «la forte concorrenza scatenata da prodotti di minor pregio, cinesi e dell’Europa dell’est».

Anche il direttore di Confcommercio, Rodolfo Pasquini, individua nelle scelte - soprattutto in materia di viabilità e parcheggi - relative al centro storico molte responsabilità di una situazione di crisi dei negozi che vi hanno sede. «Ormai - sottolinea - per tutte quelle che sono le regole di accesso e parcheggi, per comprarsi una camicia è più facile imboccare l’autostradaa e andare verso il mare che recarsi nel centro. La nuova amministrazione dovrà subito pensare al futuro del centro». E considera anche che, dati i cambiamenti che la città ha subito negli anni «le aziende del centro oggi debbono riorganizzarsi anche in base alle mutate richieste del mercato. Ad esempio il fatto che il centro oggi è più frequentato dai turisti che dai lucchesi, i quali si sono allontanati. Non credo che l’abusivismo, i marchi contraffatti, possano essere il primo motivo di un rallentamento delle vendite, anche per negozi di qualità. Oggi è opportuno che anche negozi di un certo livello diversifichino l’offerta».

«La nostra associazione - dichiara il direttore di Confesercenti Emanuele Pasquini - è molto vicina e solidale con le imprese in difficoltà. Purtroppo ce ne sono diverse e in diversi ambiti. In ciascun comparto si riscontrano da anni gli effetti dell’avvento del mercato globale. Oggi la forte crisi è dettata dalla diminuzione dei consumi, congelati negli ultimi mesi». Emanuele Pasquini individua anche nella contrazione del credito uno dei motivi principali a monte di tante situazioni di crisi, e così «l’aumento dei carichi contributivi». A cui si aggiunge il problema della contraffazione, che nell’ultimo decennio ha avuto grande sviluppo». Su questo fronte, Confesercenti sta «organizzando - conclude il suo direttore - una giornata su abusivismo e contraffazione, che non affligge solo il commercio ma anche la ristorazione e le attività ricettive. Alla giornata abbineremo la partenza di una campagna, al via entro l’estate».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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