Il Tirreno

Lucca

Tambellini si sente già un po’ sindaco

di Duccio Casini

«Il distacco di 30 punti dal secondo, Fazzi o Favilla non importa, dice che la città ha scelto l’unica proposta credibile»

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LUCCA. Non dice ancora di sentirsi sindaco, ma sembra più che altro un fatto di pura e semplice scaramanzia: «Si vince quando lo certifica l’esito delle urne e dunque dobbiamo aspettare 15 giorni» esclama Alessandro Tambellini a palazzo Orsetti. Dove viene accolto da un boato dei suoi fans, che a lungo avevano sperato di fare come a Pisstoia e cioè festeggiare il successo al primo turno.

Non è andata così, ma ci manca poco. «E’ significativo il distacco di trenta punti in percentuale dal secondo arrivato, Fazzi o Favilla non cambia nulla - riflette il professore dell’Agrario di Mutigliano -. Significa che Lucca ha fatto una scelta e che ha premiato l’unica proposta importante e credibile. La nostra. Non do niente per scontato: in ogni caso adesso ripartiamo da un vantaggio notevole e nel versante del centrodstra non vedo gli estremi per una ricomposizione».

Giacca blu, pantaloni grigi, polo rossa, Tambellini non si scompone mai. Abbraccia e bacia il figlio Carlo, stringe decine di mani, parla con tutti. «Sono soddisfatto perché il risultato del primo turno è molto soddisfacente. Per me, ma anche per il Pd che rimane l’unico partito in sella».

C’è da aggiungere del notevole successo della lista civica che sosteneva il candidato a sindaco, arrivata (quando lo spoglio era in corso e quindi il dato non ancora definitivo) a oltrepassare la soglia del 14 per cento. Merito delle candidature autorevoli, ma anche della capacità di attrarre consensi alla sinistra radicale che a queste elezioni va male. Sel pare sfiorare il 4% quando un anno fa, alle provinciali, nel comune aveva chiuso al 7,6 per cento. Non decolla la Federazione della Sinistra e l’Idv perde terreno.

«Il nostro è un ottimo risultato - riflette Cecilia Carmassi, consigliere uscente e componente della segretaria nazionale del Pd -. Il mio partito è il primo a Lucca, Tambellini vola verso l’elezione e il centrodestra è a pezzi. Disgregato. Mi spiace che per festeggiare sino in fondo si debba attendere il pomeriggio del 21 maggio perché l’amministrazione comunale ha bisogno di essere rimessa in ordine e ogni giorno perso è un danno per la comunità. Tutta colpa dei disastrosi cinque anni di governo di Favilla e dei precedenti due mandati di Fazzi».

Ora il centrosinistra è pronto a tornare al governo. Dove manca dal 1988, ultimo anno dell’amministrazione di Giulio Lazzarini.

«Affronteremo queste due settimane che ci separano dal turno di ballottaggio con il medesimo impegno che ci h contraddistinti finora - annuncia Tambellini -. E la strategia non cambierà. Andremo casa per casa a parlare con i lucchesi, a sentire dalla loro voce quali sono i problemi da risolvere, quali sono le loro aspettative. La politica deve correre a fianco della gente.

Quello che non ha fatto, vista la punizione avute dalle urne con un’astensione da record. Un dato che deve far riflettere e che deve servire da insegnamento per correggere alcune condizioni e aprire un ciclo nuovo».

I dati continuano ad affluire sui monitor. E fa impressione il crollo del Pdl e i numeri delle liste del centrodestra. A giudizio di Tambellini, «i lucchesi hanno espresso un giudizio severo su Favilla. E non mi sembra che abbiano particolarmente apprezzato Fazzi».

Si tratta di «risultato straordinario» per il presidente della Provincia, Stefano Baccelli. Che un anno fa aveva conquistato al primo turno Palazzo Ducale e che a gennaio aveva chiesto le primarie per la candidatura a sindaco, salvo poi farsi da parte. E sostenere - sottolinea - Tambellini con grande convinzione.

«Alessandro ha preso il triplo dei voti del secondo e questo mi pare che dica tutto. Mi pare chiaro che la città lo giudica autorevole e il solo credibile nel lotto dei candidati».

Ma qual è la forza della coalizione di centrosinistra?

«La coesione e la credibilità delle sue proposte, che sono chiare e apprezzate dai cittadini per i quali è arrivata l’ora di un cambiamento. Davanti a noi un centrodestra diviso, anzi lacerato e non assolutamente in grado di conquistare credito. Non lo dico io, lo dicono i numeri. Che sono impietosi».

Per arrivare a tagliare per primo il traguardo Tambellini non sembra voler fare apparentamenti. Il Movimento 5 Stelle dice di non voler stringere accordi con nessuno, la candidata a sindaco Gemma Urbani fa sapere che i suoi voti andranno al centrosinistra. Tambellini ringrazia l’insegnante, prende atto del successo dei grillini e guarda oltre. Conta sulle sue forze e da oggi inizia a contare i giorni che lo sperano dalla festa. Quella che la piazza tributerà al nuovo sindaco. Stavolta, di centrosinistra.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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