Il Tirreno

Lucca

Sorrisi a sinistra, sospiri a destra

Sorrisi a sinistra, sospiri a destra

A Palazzo Orsetti si respira tutta la tensione di una giornata elettorale attesa e combattuta

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LUCCA. Undici di sera, palazzo Orsetti. I cittadini giungono alla spicciolata; i sostenitori di Alessandro Tambellini fanno la spola tra il comitato di via Santa Giustina e il palazzo comunale dove i dati sono aggiornati in tempo reale. Hanno il sorriso stampato in faccia, tirano lunghi sospiri di sollievo e c'e' chi ancora spera nel "colpaccio" finale. Gli elettori di centro e di centrodestra (di Fazzi e Favilla in primis ) non si fanno vedere. E chi arriva in comune preferisce non rilasciare dichiarazioni, osserva da lontano e se ne va velocemente.

Due immagini che, se messe a confronto, raccontano molto dell'atmosfera che ha percorso per tutto il pomeriggio i muri spessi e fitti di questa città. La gioia e la speranza da un lato, che ha voglia di raccontare e di raccontarsi, l'attesa e l'amarezza dall'altra, che resta in silenzio, chiusa nei suoi commenti all'interno dei comitati elettorali (neanche troppo affollati) attenta a non far trapelare nulla all'esterno.

Finisce così una giornata elettorale molto attesa, arrivata dopo una competizione che ha visto contrapposti undici candidati e pochi dibattiti appassionati. E finisce con l'arrivo di Alessandro Tambellini sotto un fiume di applausi e davanti alle lacrime di gioia della figlia Ilaria, che ha seguito la diretta dal primo pomeriggio, e con i candidati consiglieri sintonizzati davanti agli schermi dei pc a caccia del loro nome per contare le preferenze e ipotizzare possibili ingressi nella sala consiliare. «Ce l'abbiamo fatta - raccontano dal comitato elettorale di Tambellini - ora c'è da stringere i denti per il rush finale. Abbiamo sfiorato il sogno e sarebbe stato un sogno bellissimo. Ma siamo felici ugualmente, il distacco è nettissimo, la risposta dei cittadini a questa amministrazione uscente è scritta nero su bianco nel conteggio dei voti. La certezza più bella è che questo è un risultato che premia un'intera comunità e non solo il candidato». Girando per la città, nel cuore di Lucca, gruppetti di cittadini si alternano per le vie del centro. Alcuni giungono a palazzo Orsetti, altri alternano le presenze nei vari comitati elettorali e il tema sembra essere solo uno: l'elezione. «Come sta andando? Chi vince?», chiedono i passanti in via Fillungo. Nel comitato elettorale di Pietro Fazzi, nella vecchia e storica sede di Giribon, il negozio di intimo più “in” della città, non c'è nessuno: le luci sono accese, qualche foglio sul tavolo, sedie scomposte, ma di persone neanche una. Secondo i rumors aspettano il verdetto finale: andare al ballottaggio al posto del sindaco uscente, Favilla è un risultato «grandioso, che ci fa essere ancora più convinti».

Di gente in giro ce n'è poca ovunque, solo al comitato del Pd i cittadini aumentano di ora in ora: le telefonate si rincorrono, così le percentuali, i commenti si sprecano e l'attesa si trasforma in analisi, certezza, riflessione. Al comitato di Favilla qualcuno si è visto, ma non lui. Non c'è bisogno di domande per cogliere l'amarezza; l'insoddisfazione è negli sguardi dei sostenitori, le poche e sparute presenze a palazzo Orsetti.

Nadia Davini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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