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Scrutini a rilento e tensione ai seggi
Alla sezione 9 i rappresentanti di lista contestano il modo di scrutinare del presidente, interviene anche la Digos
LUCCA. Una macchina lenta, lentissima. Le operazioni di scrutinio, nelle 90 sezioni di voto, hanno seguito una cadenza da contagocce. Quasi alle venti, ieri sera, le sezioni dove lo spoglio del voto è completato sono poco più di venti. Un'ora e mezzo più tardi, intorno alle 21,30 (oltre sei ore dall'inizio dello scrutinio), le sezioni che hanno finito la conta dei voti sono 46 su 87. Sono ancora solo 63 poco prima delle 23. E all’1,30 ne mancano ancora 10.
E a rallentare le operazioni di scrutinio, durante la giornata, intervengono anche scontri tra presidenti di seggio e rappresentanti di lista.
Come nella sezione 9, nella scuola Radice dell'Arancio, dove intervengono anche gli uomini della Digos a placare gli animi. Qui la signora Giovanna Bartoli, rappresentante della lista Noi Lucca (legata al candidato sindaco Maurizio Dinelli) al seggio 9 e 10 nella scuola Radice all'Arancio, lo dice chiaro: «Le osservazioni sulle modalità di scrutinio che io e gli altri rappresentanti di lista abbiamo sollevato devono essere messe a verbale e iscritte nel registro dei voti della sezione».
Mancano pochi minuti alle venti, ieri; nella sezione la tempesta si è appena attenuata. Ma i minuti precedenti sono stati al calor bianco. I rappresentanti di lista hanno contestato le modalità di operare, nello scrutinio, del presidente di seggio Massimo Soriani.
«Tengo a sottolineare - spiega Giovanna Bartoli - che sono rappresentante di lista, non candidata, alle sezioni 9 e 10. Ho seguito prima le operazioni di scrutinio prima nella sezione 9, dove si è svolto tutto velocemente e correttamente. Ma nella sezione 9 è stata seguita una procedura strana, non conforme».
In sostanza, continua la spiegazione, «non è avvenuto lo spoglio dei singoli voti uno a uno. Le schede sono state prelevate a manciate e poi messe sul tavolo. Via via che venivano aperte, venivano sistemate sul tavolo in mucchietti, uno per ogni lista. Ma l’esito dei singoli voti non veniva annotato sul registro, bensì su un blocco notes. Non solo l’esito dei voti non veniva annotato sui registri: non tornava nemmeno il contro delle schede. Non contesto la malafede in questo modo di operare, ma questo metodo maccaronico e bizzarro».
Nel contraddittorio manca la voce del presidente di seggio, Massimo Soriani. «Quando gli abbiamo chiesto chiarimenti - continua Giovanna Bartoli - si è indispettito e non ci ha risposto». Anche a nostra domanda diretta, Soriani non ha risposto. E' rimasto chiuso nella stanza della sezione dieci dicendo «sono occupato».
Non solo alla Radice le elezioni hanno creato qualche problema. Ieri mattina qualche tensione si è registrata a San Vito, dove le forze dell'ordine addette alla sorveglianza del seggio hanno allontanato un candidato al consiglio comunale che, vedendo arrivare gli elettori, andava loro incontro e li prendeva sottobraccio forse per dare un consiglio per il voto. Episodio analogo a San Marco. Anche qui un candidato al consiglio comunale ha tentato in extremis di farsi propaganda, divulgando volantini col suo nome.
Barbara Antoni
Domenico Tani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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