Italia
Il popolo del web sceglie il silenzio
Pochi incoraggiamenti, critiche nei confronti degli astensionisti
LUCCA. Ai post l’ardua sentenza. Ma su Facebook tutto tace. Da quando chiudono le urne, attesa e tensione si respirano anche su pagine e diari. Per scaramanzia, per timore di dare giudizi affrettati sull’onda dell’entusiasmo o dello sgomento dei primi spogli. I risultati delle elezioni scrutinate a rilento, l’incertezza sui nomi che andranno al ballottaggio fanno calare il silenzio. Dieci degli undici candidati sindaco (solo Angelini non è presente) che si trascinano dietro - tra amici e mi piace - quasi 22mila persone, non presentano aggiornamenti da sabato e fino a tarda serata. Prova a rompere il ghiaccio alle 15 solo Maurizio Dinelli: invita a riflettere sull’astensione, «una sconfitta per tutti, - scrive - a partire proprio da chi non vota». Riscuote una risposta lapidaria: «Che tristezza infinita... L'astensione è una sconfitta per tutti, ma è conseguenza logica del disgusto del cittadino per un sistema marcio, a destra, al centro, a sinistra. Ci vorrebbe un reset completo». Sul profilo di Luca Leone, intorno alle 18, quando le sue preferenze si attestano sul 3%, una ragazza commenta «ma Luca, … i lucchesi non capiscono niente!». Poi, di tanto in tanto, qualcuno pubblica foto di attesa, come al comitato Tambellini. E’ sparita ovunque l’overdose di aggiornamenti dell’era pre-voto, quando si sprecavano tag, foto di gruppetti talvolta esigui intorno a una bandiera o immagini cartolina di piazze e monumenti. Dove sono le orde di amministratori del web 2.0, i comunicatori che lavorano dietro gli aspiranti sindaci, gli amici e gli amici degli amici dei 697 candidati al consiglio? Dopo le 21, solo Daniele Bianucci, nello staff del candidato Tambellini irrompe in “Forza, Alessandro”, portandosi dietro 17 “mi piace” e 6 commenti. Segno che, come nella preistoria di internet, i commenti, di fronte a risultati incerti, si fanno nei comitati, a casa tv o al bar.
Tania Buonatesta
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