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Lucca

Favilla accusa il colpo non fa commenti e non si fa vedere

Favilla accusa il colpo non fa commenti e non si fa vedere

Dalle urne una pesante bocciatura per l’amministrazione e il crollo del Pdl a partito che non ha neanche il 10%

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LUCCA. Per tutto il giorno è rimasto appeso a un filo di percentuale. Un distacco che a volte misura lo 0,90; a volte si spinge quasi a 2 punti percentuali. Non parla con nessuno, il sindaco uscente, Mauro Favilla. Non si presenta né al comitato elettorale di via Cavalletti, né in municipio. A metà serata, poi, decide di non commentare la debacle elettorale, più sua che del centrodestra.

Quando manca una ventina di sezioni da scrutinare, Favilla ancora si trincera dietro la speranza di recuperare il distacco da Pietro Fazzi, l’ex sindaco forzista rientrato in politica proprio con queste amministrative, dopo 6 anni passati a bagnomaria. Anche se riuscisse a strappare il ballottaggio - con un distacco di 30 punti da Alessandro Tambellini, candidato sindaco del centrosinistra - Favilla esce sconfitto da questa tornata elettorale. Perché, a spoglio ancora in corso, il suo vantaggio rispetto alle liste che lo sostengono è di appena 155 voti (con 68 sezioni scrutinate). Perché, da sindaco uscente si ritrova a contendersi sul filo di lana i voti con Fazzi, assente dalle scene politiche da anni; perché con lui il Pdl diventa un partito quasi inesistente, l’ombra di quello che è stato a Lucca, fermandosi sotto il 10%.

Favilla può anche aspettare a valutare dati e scenari, il Pdl però no. Già ieri, infatti, ha convocato per giovedì il coordinamento provinciale nel quale analizzare il risultato «al di sotto delle nostre aspettative», ammette il coordinatore Giovanni Santini. Che vede nel frazionamento del centrodestra una delle cause principali della sconfitta elettorale.

All’origine di questa spaccatura non c’è, però, la crisi della politica o il crollo del berlusconismo. Alla base di questa spaccatura c’è, soprattutto, Mauro Favilla. Se al voto sono arrivati 5 candidati di area di centrodestra è perché il sindaco uscente non ha accettato, nonostante numerosi solleciti, di fare un passo indietro. Di rinunciare a candidarsi, magari con la scusa dell’età, visto che ha 78 anni compiuti. E così sono uscite le candidature di Fazzi, lanciato dall’Udc, da mesi contro un Favilla bis; dell’ex assessore Luca Leone, dell’assessore (di fine mandato) Maurizio Dinelli e perfino del leghista Antonio Trapani. Si tratta di candidature in qualche caso anche azzardate, in qualche caso dovute alla voglia di misurare il proprio peso politico, di certo in tutti i casi determinate da fratture emerse, a più riprese, in consiglio comunale. Tanto che assessori e consiglieri in carica hanno scelto di sparpagliarsi nelle liste dei vari candidati, anche in contrasto con le alleanze scelte dai propri partiti: così una parte del Pdl, in piena rottura, ha sostenuto Fazzi; una parte dell’Udc è rimasta con Favilla; una parte degli ex An e FI ha preferito fare parrocchia a sé, seguendo propri candidati, come Dinelli e Leone. Lasciando orfani e confusi i propri elettori.

Ilaria Bonuccelli

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