Il Tirreno

Lucca

Dalle urne una protesta e una svolta

Gianfranco Borrelli
Dalle urne una protesta e una svolta

Per la prima volta sembra essere andata in frantumi l’anima democristiana che ha attraversato la vita politica della città

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Questa volta esce dal voto una Lucca che politicamente è profondamente diversa da quella che fin dagli anni 50 è arrivata ai giorni nostri, con evoluzioni e cambiamenti mai così consistenti da tradursi in una vera alternanza di maggioranze, uomini e governi.

In fondo, fino a ieri, c’è sempre stata un’anima democristiana che si è tramandata attraverso generazioni di protagonisti, associazioni e gruppi e che ha compenetrato partiti anche molto diversi da quello ispirato da don Sturzo. Fino ad abitare stabilmente nel centrodestra e, in minor parte, anche nel centrosinistra lucchese.

Il voto ora ci dice che quella matrice è andata in frantumi, che quelle radici non esistono più come rappresentanza del corpo elettorale, dei suoi interessi, delle sue idee e bisogni. Nonostante a lungo abbiano rappresentato la mediazione possibile, il luogo politico in cui tenere insieme sia idee che amicizie, parentele, club.

L’anima democristiana sembra ora dissolta nel voto di protesta a questa politica che ha irrobustito l’astensione a un livello mai visto, più forte numericamente anche del clamoroso risultato di Tambellini: un lucchese su due non vota più. Quell’anima viene sconfessata per il giudizio assolutamente negativo su questi ultimi anni di amministrazione di centrodestra guidata dal simbolo stesso dell’essere politico democristiano qual è Favilla. È condannata dal distacco e lo sdegno dell’elettorato per una frantumazione dettata da personalismi, inimicizie e ambizioni personali.

Se anche fossero sommati tutti insieme i voti delle varie liste del centrodestra – e sarebbe una somma sovradimensionata perché nella realtà non accadrebbe - il segno di una netta sconfitta non cambierebbe. Se poi aggiungiamo il risultato dei “grillini”, possiamo dire che il voto di protesta, qui a Lucca, è stato soprattutto un voto di opposizione. Un voto che chiede cambiamento, parola che per la prima volta a Lucca chi fa politica può pronunciare senza temere di spaventare gli elettori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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