Gioco
Betti, sindaco senza appoggio dei partiti
Svolta a Bagni di Lucca: Pdl stracciato dopo 13 anni di governo. Punito anche il centrosinistra (fermo al 24,05%)
BAGNI DI LUCCA. Il farmacista Massimo Betti è il nuovo sindaco di Bagni di Lucca. Ed è sicuramente il sindaco di una svolta storica, perché porta la gente al governo della cittadina e lascia i partiti a casa o in ruoli marginali.
Dopo tredici anni di mandato amministrativo senza interruzioni, il centrodestra e in particolare il Pdl, infatti, non solo subisce una pesante sconfitta, ma non entra nemmeno in consiglio comunale. E il cambiamento – che Betti e i suoi sostenitori avevano auspicato chiamando la loro lista civica Progetto Rinascimento – passa anche da un calo del Pd.
Un segnale chiaro, anche da Bagni di Lucca, dell'insofferenza generale nei confronti dei partiti. Betti è stato eletto, senza il sostegno di alcun partito, con 1.063 voti, pari al 31,72%.
Dietro di lui è arrivato l'altro medico, Marco Pelagalli, con la lista Voltiamo pagina appoggiata da alcuni esponenti dell'Udc, che si è attestato su 888 voti (26,50%). Segue Umberto Bartoli, candidato del Pd, con 806 suffragi (24,05%). Per Bruno Ulisse Viviani, appoggiato dal Pdl, quarta posizione con 414 voti (12,35%), cioè quasi 1.200 in meno di quelli che cinque anni fa portarono alla vittoria Giancarlo Donati, il sindaco uscente. Nelle ultime posizioni Roberto Balatri, Sinistra beni comuni, con 157 voti (4,69%) e Quinto Bernardi con 23 preferenze (0,69%).
A tenere banco nei commenti in paese, subito dopo l'elezione di Betti, è sicuramente il tonfo del Pdl. Che – si dice – paga anni di malgoverno e una campagna elettorale troppo improntata sulla polemica. Certamente il partito dell'astensione – circa il 6% in meno i votanti rispetto alle comunali del 2007 – lo ha parzialmente inglobato. Ma la grande maggioranza dei suoi elettori si è frantumata, indirizzandosi in parte verso Betti. Che tuttavia ha racimolato anche nell'elettorato di centrosinistra: il Pd e Sinistra Beni comuni, infatti, hanno ottenuto complessivamente 963 voti, pari al 29%, mentre cinque anni fa, presentandosi insieme, arrivarono a 1.370 preferenze (35%). A giocare a favore di Betti, in questo caso, è stata la sua posizione contraria alla centrale a biomasse dell'Alce, appoggiata invece dal Pd. Pelagalli, infine, ha sostanzialmente mantenuto i voti che cinque anni fa presero An e Udc con la propria lista.
La conferma della disaffezione ai partiti arriva, peraltro, dai risultati ottenuti da Betti in alcune sezioni dove finora quei partiti spopolavano: nelle due sezioni del capoluogo, roccaforte del Pdl, Viviani ha preso una manciata di voti, mentre Betti è andato alla grande conquistando la maggioranza in entrambe.
Il candidato del Pd, Bartoli, s'è l'è cavata un po' meglio in uno dei due seggi di Fornoli, tradizionale serbatoio del centrosinistra, risultando primo, ma con Betti subito a ridosso di un solo voto.
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