Sicurezza
Seimila posti persi Il lavoro soffre per colpa del credito
Scatta l’allarme occupazione per l’immediato futuro Le categorie fanno appello alla commissione regionale
LUCCA. Seimila posti di lavoro persi nel 2011; quasi raddoppiato il ricorso alla cassa integrazione. Numeri che preoccupano quelli che la Provincia ha messo sul tavolo ieri dell’incontro con la commissione istituzionale per l’emergenza occupazionale della Regione, presenti anche esponenti di tutte le categorie di Lucca e provincia: artigianato, commercio, industria, nessuna esclusa. Le quali hanno rappresentato alla commissione regionali i motivi prevalenti all’origine della crisi che sta mettendo in ginocchio il territorio Punto primo: la difficoltà delle aziende a ottenere credito dalle banche. Secondo: tempi burocratici troppo lunghi per a incassare contributi e fondi dagli enti pubblici.
Come spiega l’assessore provinciale al lavoro Mario Regoli, da più parti è giunto alla commissione regionale «l’allarme di aziende di ogni settore in dificoltà per la scarsa collaborazione del credito in questa congiuntura. Tante imprese che potrebbero riprendersi finiscono invece per capitolare proprio per via della mancanza di credito. L’assemblea ha premuto per ottenere una velocizzazione delle pratiche burocratiche avviate per ottenere sostegni alle aziende. Interventi che oggi sono possibili ma i tempi sono troppo lunghi e questa dilatazione finisce per indirizzare al peggio il futuro di alcune imprese».
Altra richiesta manifestata alla commissione regionale, di prestare molta attenzione non solo alle grandi aziende, ma anche alle realtà occupazionali minori, quel microtessuto di imprese, con un numero di addetti che magari non supera i dieci o quindici, ma che, se sommate, danno luogo a un numero e di lavoratori e un giro di affari considerevoli.
Roberto Favilla, direttore di Confartigianato, rivendica anche che «sono tante le aziende in sofferenza perché non vengono pagate dalle pubbliche amministrazioni per il patto di stabilità. Alcuni settori sono particolarmente a rischio, come edilizia, nautica, marmo e manifattura in genere, nel cui panorama spicca il calzaturiero. Spaccato ancora più preoccupante - sottolinea - per le difficoltà a ottenere credito dalle banche e perché alla fine del 2012, se non interverranno nuove leggi, la cassa integrazione finirà. Nel 2011 il ricorso a questo ammortizzatore è quasi raddoppiato sul territorio». Lo scenario occupazionale di Lucca e provincia è stato l’ultimo di cui la commissione regionale ha preso visione. Le considerazioni verranno riportate in consiglio regionale. La commissione prenderà in esame le questioni che le sono state sottoposte. Un ulteriore incontro è stato programmato in autunno.
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