Il Tirreno

Lucca

Il futuro della città tra sanità e vivibilità

di Alessandro Petrini
Il futuro della città tra sanità e vivibilità

Per gli undici candidati sindaco non c’è spazio per nuova espansione edilizia e la destinazione del Campo di Marte deve restare socio-sanitaria

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LUCCA. La destinazione sanitaria del Campo di Marte non si tocca. Non c’è legge regionale che tenga: il fronte dei candidati a sindaco è compatto nel voler mantenere nell’ospedale attuale tutti quei servizi e funzioni che non potranno essere ospitati a San Filippo. Più o meno unanime anche l’opposizione a nuovo sviluppo urbanistico e tutti vogliono puntare alla riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente. Abbiamo dedicato quest’ultimo forum ai grandi temi sul futuro della città: Campo di Marte, viabilità e urbanistica.

Prima domanda. Qual è la destinazione del Campo di Marte dopo che l’ospedale sarà trasferito a San Filippo?

Fazzi. Quattro punti: cittadella della salute, utilizzi per uso pubblico con preferenza per le strutture universitarie, edilizia residenziale pubblica convenzionata e spazi a verde.

Leone. Una destinazione di pubblico interesse dando priorità alle necessità sociali e sanitarie, trasferendo nella struttura le sedi distaccate dell’azienda sanitaria e prevedendo destinazioni e servizi come quelle necessarie alle fasi post acute e alla riabilitazione specialistica, una struttura per pazienti terminali detta hospice.

Tambellini. Qui dovranno trovare posto le strutture sanitarie di supporto all'ospedale di San Filippo, come l'ospedale di comunità e la riabilitazione. Oltre alla sede Asl e a quella del distretto di viale Giusti, attualmente in affitto, può anch'essa trovare collocazione a Campo di Marte. La parte restante avrà destinazioni funzionali d'uso pubblico e non sarà ammesso alcun uso speculativo.

Colombini. Contrario a ogni tipo di speculazione. Qui si dovranno mantenere i servizi di sanità intermedia, il laboratorio di analisi e spostare la sede Asl. Possibilmente si dovrebbe spostare anche la nuova caserma dei carabinieri.

Favilla. Dovrà ospitare attività sanitarie e di riabilitazione che non trovano spazio nel nuovo ospedale, per impedire di perdere servizi socio sanitari necessari. La destinazione della parte restante del Campo di Marte sarà comunque pubblica o di interesse pubblico.

Dinelli. Nessuna speculazione o nuove costruzioni a Campo di Marte. Diventerà una cittadella della salute e non escludo un campus scolastico.

Urbani. La presenza di un ospedale per acuti presuppone l'esistenza sul territorio degli adeguati servizi sanitari che non fornisce. Campo di Marte non sarà oggetto di speculazione edilizia.

Rosellini. È indispensabile che sia destinato alle cure post - acuzie e riabilitative e all'unificazione dei servizi Asl. Non ci lasciamo abbindolare dalla promessa di servizi territoriali diffusi.

Trapani. Prima di ogni decisione è importante far decollare il nuovo ospedale. E’ fondamentale una destinazione sanitaria.

Marchetti. Campo di Marte dovrebbe essere un posto di eccellenza per la ricerca sulla sanità, che serve a prevenire tutto quello che l’ospedale non può offrire.

Angelini. Destinare le attuali strutture alla continuità di cura, oltre che alla riabilitazione, con l’intenzione di fare di Campo di Marte un centro di eccellenza nell’area vasta; in collegamento con l’Imt, prevedere un centro di ricerca sanitaria e della riabilitazione.

Secondo quesito. Visto che per il momento non sono disponibili dal governo i 200 milioni indispensabili per realizzare gli assi viari, quali provvedimenti intende prendere per la viabilità?

Fazzi. Completare in tempi brevi il collegamento tra il Brennero e la Pesciatina e stringere sui progetti degli assi per poter stabilire se saranno disponibili finanziamenti statali e regionali.

Leone. Fare sistema con altre istituzioni per il nuovo ponte a Monte San Quirico e completare il collegamento San Vito-Brennero. Realizzare il collegamento Cimitero-Viale Einaudi. Altri interventi per alleggerire la zona di Porta Elisa.

Tambellini. Ultimare il nuovo scalo merci. Il nuovo ponte sul Serchio può costituire il raccordo per un asse dal Brennero verso l'autostrada. Un buon trasporto pubblico locale e nuove piste ciclabili possono contribuire a migliorare l'attuale situazione del traffico.

Colombini. Realizzare una via lungo fiume che colleghi il casello del Frizzone fino al mercato e al casello di Lucca est.

Favilla. Portare avanti gli assi viari in piccoli lotti per facilitarne la realizzazione e costruire il nuovo ponte sul Serchio. Poi parcheggi scambiatori ad est e ad ovest della periferia con servizi veloci e dedicati al trasporto nel centro storico.

Dinelli. Insisterò con ministero e Autostrade per il collegamento est-ovest lungo l’autostrada tra il Frizzone e Lucca est. Vogliamo liberare la circonvallazione e via Salicchi dal traffico.

Urbani. Incentivare i mezzi pubblici con orari e frequenze adeguate ed estendere le navette nelle frazioni. Parcheggi scambiatori e aree di noleggio bici a basse tariffe. Per il traffico pesante trovare soluzioni su percorsi e orari di carico e scarico.

Rosellini. Sollecitare Rfi per completare lo scalo merci del Frizzone e potenziare quello di Diecimo. Potenziare il trasporto pubblico e introdurre la figura del mobility manager per un piano integrato di mobilità sostenibile.

Trapani. Occorre una ricognizione dei progetti e attivarsi con l’Ue per avere i finanziamenti.

Marchetti. Dobbiamo puntare davvero agli assi viari e sbloccare gli stanziamenti.

Angelini. È escluso che il finanziamento degli assi viari possa essere assicurato dagli enti locali. Meglio il coinvolgimento della Salt su progettazione e al finanziamento, in contropartita dell’allungamento della concessione.

Ultima domanda. Ci sono possibilità di ulteriore espansione della città con la realizzazione di nuovi quartieri?

Fazzi. Non è un’ipotesi ragionevole. Occorre riqualificare i quartieri.

Leone. Non ci sono possibilità di ulteriore espansione urbana. Nei quartieri attuali si dovrà accrescere la vivibilità e puntare al recupero e alla valorizzazione di spazi e immobili in abbandono e in disuso.

Tambellini. Pensiamo a un nuovo piano strutturale che punti sul riuso dell'esistente. Non c'è bisogno di nuovi quartieri, ma di rendere più vivibili e curati quelli esistenti. 4mila appartamenti invenduti e 500 famiglie in emergenza casa sono una contraddizione.

Colombini. Voglio un piano strutturale a volumi zero che preveda tutela del verde e bioarchitettura. Occorre recuperare e ristrutturare tutto quanto è possibile.

Favilla. Sarà privilegiato il recupero e il riutilizzo delle strutture esistenti, ponendo un freno al consumo di nuovo suolo.Dinelli. Interrompere il processo di distruzione delle nostre periferie. Non c’è bisogno di costruire, eccetto limitati ampliamenti riguardanti abitazioni esistenti, o poche eccezioni residenziali e di edilizia popolare. Ci sono moltissimi complessi abbandonati che possono essere recuperati.

Urbani. Nessuna nuova espansione perché ci sono già più di 3500 alloggi invenduti, mentre la congestione abitativa di certi quartieri è fin troppo evidente. Bisogna andare nella direzione della ristrutturazione e della riqualificazione.

Rosellini. I quartieri e i paesi non hanno bisogno di essere ampliati ma riqualificati. Lucca non è solo il centro storico.

Trapani. In futuro un’espansione potrà esserci ma per il momento occorre smaltire gli appartamenti invenduti. Per rivitalizzare l’edilizia si può attivare il bonus di 180 metri cubi per le famiglie e poi favorire il recupero dei fondi dismessi.

Marchetti. Occorre razionalizzare tutti gli interventi sul territorio.

Angelini. Nessuna ulteriore espansione della città, ma ridefinizione. Unico punto aperto l’area del Parco est, salvaguardata finora dalla regola della necessità di Piani attuativi congiunti che è stata cassata, con pericolo di un’ulteriore urbanizzazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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