Trasporti
Poste chiuse per malattia, scoppia il caos
Centinaia in fila per riscuotere la pensione. Il sindaco all’attacco: un disservizio del genere non deve verificarsi mai
BARGA. Poste chiuse per malattia. E' successo ieri mattina a Ponte all'Ania, dove l'ufficio resta aperto tre volte alla settimana: il lunedì, il mercoledì e il venerdì. L'unico impiegato si è ammalato improvvisamente e la direzione provinciale non è riuscita a trovare un dipendente che lo sostituisse in tempo utile a garantire l'apertura.
Una soluzione è arrivata in tarda mattinata nella persona dell'impiegato dell'ufficio postale di Tereglio. Il quale, a sua volta, aveva dovuto chiudere in tutta fretta baracca e burattini, sistemare i conti e poi scendere a Ponte all'Ania, che non è esattamente a due passi dalla frazione montana.
In pianura l'impiegato, quindi, è giunto soltanto intorno a mezzogiorno, cioè poco prima dell'ora di chiusura, quando molti utenti erano in fila da tempo e tanti se ne erano andati spazientiti. Il risultato è che, in un giorno di pagamento delle pensioni, un gran numero di anziani non ha potuto riscuotere un centesimo.
Hanno resistito in fila coloro che proprio non ne potevano fare a meno, sia di prendere i contanti sia di pagare bollettini in scadenza, e hanno continuato ad aspettare fiduciosi che qualcuno prima o poi aprisse l'ufficio. Ma quanta ansia e rabbia, visto che in tutta la mattinata non si è visto uno straccio di cartello che li avvisasse su quello che era avvenuto.
La direzione provinciale delle Poste ha comunicato al sindaco Marco Bonini che l'apertura dell'ufficio sarà regolarmente garantita domani, mentre per recuperare il parziale svolgimento del servizio di ieri verrà assicurata la presenza anche sabato mattina. Ma Bonini, attivatosi immediatamente nei confronti della stessa direzione dopo aver ricevuto le numerose proteste dei cittadini, non fa sconti ed è molto critico su quanto è successo.
«Capisco le difficoltà delle Poste, alle prese con i tagli e le riorganizzazioni - dice il primo cittadino - ma tali problematiche non devono incidere sui servizi in questa maniera. A me poco interessa perché non si riesce ad aprire un ufficio. Non deve succedere, mai. E soprattutto non deve succedere nei giorni in cui tanta gente attende quei pochi soldi che le spettano di pensione per poter andare avanti. Tanti hanno atteso inutilmente senza poter riscuotere perché l'apertura è slittata a mezzogiorno. In momenti come questo, quanto è successo a Ponte all'Ania non può che essere stigmatizzato ed è da ritenersi inaccettabile. Il servizio deve essere garantito, così com'è programmato".
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